“Comprendere come è emersa la sindrome respiratoria acuta grave nel 2019 è fondamentale per prevenire le epidemie zoonotiche prima che diventino la prossima pandemia“. Questa la premessa degli autori dello studio pubblicato su Science che individua nel “mercato di Wuhan è stato il primo epicentro della pandemia di Covid-19 e suggeriscono che Sars Cov 2 è probabilmente emerso dal commercio di fauna selvatica in Cina“. All’analisi di dati dei dei primi contagi dell’area ha partecipato un team internazionale di scienziati di diverse università e istituti di ricerca Usa (Johns Hopkins, The Scripps Research Institute, Università dell’Arizona e California), europei (Oxford per il Regno unito e atenei di Belgio e Olanda), e australiani. Non si tratta della parola fine sull’origine della pandemia ha colpito il mondo a partire dal dicembre del 2019 partendo proprio dalla Cina, ma dell’identificazione del luogo da dove il terremoto ha cominciato a propagare le sue onde.

Lo studio ha ricostruito le prime fasi della pandemia, concentrandosi sulla distribuzione dei primi casi noti nell’uomo, di quelli nei mammiferi sensibili al coronavirus e collegandoli a campioni positivi prelevati nell’ambiente, per esempio le gabbie. Tutte le ricostruzioni riconducevano al Huanan Seafood Wholesale Market di Wuhan, anche se “gli eventi a monte del mercato, così come le circostanze esatte all’interno mercato, rimangono oscuri“, precisano i ricercatori. Gli scienziati sono partiti dal rapporto dell’Oms del 2021 in cui venivano identificati 174 casi di Covid 19 nella provincia di Hubei nel dicembre 2019 dopo un attento esame delle storie di casi segnalate. “Sebbene le coordinate geografiche delle località residenziali dei 164 casi che vivevano a Wuhan non fossero disponibili, siamo stati in grado di estrarre in modo affidabile le coordinate di latitudine e longitudine di 155 casi dalle mappe nel rapporto”.

“Oltre a vendere pesce, pollame e altri prodotti, il mercato di Huanan – sottolineano gli scienziati – era tra i quattro mercati di Wuhan segnalati per aver venduto costantemente una varietà di specie di mammiferi vivi, catturati in natura o allevati negli anni e nei mesi precedenti la pandemia. Tuttavia, non ci sono segnalazioni precedenti di quali specie, se presenti, siano state vendute al mercato di Huanan nei mesi precedenti la pandemia”. Gli ospiti intermedi possibili – e quello di Sar Cov 2 ancora non è stato individuato nonostante gli sforzi della comunità scientifica – sono le volpi rosse, tassi, i cani procioni che sono stati venduti vivi al mercato di Huanan fino almeno fino a novembre 2019. “Non è noto che siano disponibili rapporti per i risultati dei test di questi mammiferi nel mercato di Huanan. Nonostante un rallentamento generale nelle vendite di animali vivi durante i mesi invernali, segnaliamo che i cani procione venduti sia per carne che per pelliccia erano costantemente disponibili per la vendita durante tutto l’anno, anche al mercato di Huanan nel novembre 2019″.

Un secondo studio, pubblicato in contemporanea sulla stessa rivista ha ricostruito, invece, l’albero genealogico di SarsCoV2 risalendo ai primi due lignaggi del virus. Il cammino genetico a ritroso dei ricercatori è riuscito a concludere che il virus Sars Cov 2 è stato probabilmente trasferito per la prima volta dall’animale all’uomo tra il 23 ottobre e l’8 dicembre 2019 (probabilmente intorno al 19 novembre) e una seconda volta nelle settimane successive. “Questi risultati indicano che è improbabile che Sars Cov 2 sia circolato ampiamente negli esseri umani prima di novembre 2019 e definiscono la finestra stretta tra quando si è trasferito per la prima volta negli esseri umani e quando sono stati segnalati i primi casi di Covid-19”.

Lo studio su Science

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