La scadenza per la presentazione della candidatura è alle porte e il M5s è l’unico a non avere ancora espresso un nome per le primarie del centrosinistra. Sul tavolo c’è il posto da candidato governatore alle regionali siciliane del prossimo autunno. “C’è tempo fino al 30 giugno”, ricorda Giancarlo Cancelleri, sottosegretario ai Trasporti, tra i nomi che circolano in queste ore, e già da mesi, come possibile candidato. Su di lui però pende il vincolo che vieta il terzo mandato, argomento diventato ancora più sensibile dopo la scissione di Luigi Di Maio. Una deroga alla regola in questo momento non pare essere vista di buon occhio da Giuseppe Conte. L’ex premier si è espresso in questi termini nel corso della riunione avuta giovedì con gli eletti all’Assemblea regionale e con i senatori e deputati siciliano. Il risultato è che a 5 giorni dall’ultima data possibile per presentare le candidature manca ancora un nome dei 5 stelle. Per scegliere il candidato del centrosinistra si voterà il 23 luglio tramite app (sky vote) e nei 32 gazebo che saranno allestiti nelle 5 provincie più popolose della Sicilia. Già pronto pure il sito per iscriversi alla votazione: presidenziali22.it. Potranno votare 16enni e i residenti in Sicilia ma fuorisede.

Pronti anche due dei tre candidati. In campo già da mesi c’è Claudio Fava, l’ormai ex presidente della commissione siciliana Antimafia che sta girando la Sicilia ormai dall’inverno scorso. Da pochissimo, invece, il Pd ha ufficializzato la sua scelta, ricaduta infine su Caterina Chinnici, magistrata, figlia di Rocco Chinnici il magistrato che diede vita al pool antimafia a Palermo, ucciso nel 1983: “Perché mi presento? Perché, questa terra, la Sicilia, io la amo, i miei genitori con il loro esempio mi hanno insegnato ad amarla – ha detto la candidata del Pd – E all’invito del Partito democratico, io rispondo con entusiasmo e con lo stesso spirito di servizio che ha sempre contraddistinto il mio impegno civico”. E politico: Chinnici è europarlamentare ed è stata assessora del governo regionale di Raffaele Lombardo, prima alla Famiglia e poi alla Funzione pubblica. Il suo nome circolava già da mesi: proprio per il suo ruolo nell’esecutivo dell’ex presidente della Regione, la magistrata è considerata in grado di attrarre nella coalizione di centrosinistra anche gli Autonomisti che fanno capo a Lombardo, garantendo così alla coalizione un campo più largo. A sfidarsi, dunque, saranno due figli di vittime di Cosa nostra visto che Fava è figlio di Pippo Fava, giornalista ucciso a Catania nel 1984.

Manca all’appello soltanto il candidato del M5s che sarà scelto da Giuseppe Conte nei prossimi giorni. Intanto i siciliani incontreranno gli attivisti, in un confronto vis à vis, lì dove tutto ha avuto inizio. Ovvero nel cortile della biblioteca Scarabelli a Caltanissetta. Lì cioè dove i Cinquestelle siciliani si riunirono nel 2012 e decisero di formare la prima lista per le Regionali. Un luogo simbolo in cui il referente regionale, Nuccio Di Paola, raccoglierà tutte le adesioni per le primarie. In campo attualmente c’è di sicuro Luigi Sunseri, deputato regionale di Termini Imerese, che già da mesi aveva annunciato la sua disponibilità. Anche lo stesso Di Paola aveva fatto altrettanto, ma la sua candidatura potrebbe sfumare, qualora si presentasse la deroga per Cancelleri, anche lui disponibile alla candidatura, ma arrivato al terzo mandato: candidato governatore nel 2012, era arrivato terzo ma era stato eletto all’Ars. Rieletto nel 2017 (dopo essere stato sconfitto nella corsa alla presidenza da Nello Musumeci) si è poi dimesso nel 2019 per entrare nel governo Conte 2.

A sparigliare tutto potrebbe arrivare un nome nuovo, e nelle retrovie si fa il nome della senatrice messinese, Barbara Floridia. Sarà comunque tutto ufficializzato domani. Una volta raccolti i nomi sarà Conte a scegliere chi sarà il candidato alle prossime primarie per il M5s che in Sicilia ha avuto ancora pochi contraccolpi dopo la scissione: sono 9 i parlamentari passati con Di Maio (ad inizio legislatura erano 36 deputati e 17 senatori i parlamentari eletti in Sicilia nel M5s, ora sono 20 i deputati e 10 i senatori, dopo le ultime uscite post scissione), mentre nessuno nel gruppo del M5s all’Assemblea regionale: “Paradossalmente questa scissione ha reso il gruppo all’Ars ancora più coeso”, ha sottolineato Di Paola. “Chiunque verrà scelto lo sosterrò senza esitare”, annuncia Cancelleri che resta in attesa di capire se verrà concessa la deroga e se potrà quindi partecipare alle primarie. Ma lui, già candidato alle Regionali due volte, intanto allarga lo sguardo: “Questa avventura delle primarie è molto importante per riaccendere un entusiasmo che in Sicilia non si è mai spento ma che va rialimentato, sono un’occasione per riprendere lo slancio e poter tornare a riassaporare risultati che da tempo non riusciamo ad avere, dopo il Conte 2 abbiamo accusato un po’ di stanchezza, questo è il giusto rimedio”. E sulla scissione non ha dubbi: “Auguro tutto il meglio ai colleghi ma non credo che la scissione ci abbia danneggiato più di tanto, andranno a riempire un vuoto che al momento non è occupato dal Movimento: è un nuovo assetto parlamentare ma non un nuovo assetto elettorale”.Per Sunseri, invece, il MoVimento 5 Stelle “in Sicilia, può vincere le primarie ed essere la prima forza politica. Ma non dobbiamo sbagliare nulla. I siciliani hanno bisogno di un candidato che riesca a coinvolgerli, una persona con cui potersi facilmente identificare. Spero il prima possibile”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it:
portiamo avanti insieme le battaglie in cui crediamo!

Sostenere ilfattoquotidiano.it significa permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti.

Ma anche essere parte attiva di una comunità con idee, testimonianze e partecipazione. Sostienici ora.


Grazie Peter Gomez

Sostienici ora Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

L’erosione del bitcoin e delle altre valute digitali: in sei mesi perso il 70%. La Consob svizzera: “Analogie con il crollo del ’29”

next
Articolo Successivo

M5s, l’epicentro della scissione è in Campania. A Napoli faida tra Di Maio e Fico. E per gli ex 5 stelle spunta l’ipotesi di sostenere De Luca

next