Con 173 sì, 37 no e 16 astenuti è stato approvato dal Senato il disegno di legge con deleghe al Governo per la riforma dell’ordinamento giudiziario e per l’adeguamento dell’ordinamento giudiziario militare, nonché disposizioni in materia ordinamentale, organizzativa e disciplinare, di eleggibilità e ricollocamento in ruolo dei magistrati e di costituzione e funzionamento del Csm.

Dopo il blitz fallito in Aula da parte della Lega con voto segreto su un emendamento sulle misure cautelari, dal partito di Matteo Salvini è arrivato il via libera, seppur critico: “Questa riforma ha degli aspetti positivi, ma è anacronistica. Sono soltanto ritocchi, noi votiamo a favore, ma manca la riforma costituzionale. Lei poteva avviare questo percorso”, ha attaccato la senatrice Giulia Bongiorno, rivolta verso la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, presente a Palazzo Madama, tra i banchi del governo.

Se Italia Viva si è astenuta, così come annunciato in Senato da Matteo Renzi, Fdi e Cal hanno votato contro, mentre non sono mancati gli scontri all’interno della maggioranza, con Pd e M5s, rivolti soprattutto verso la Lega, accusata di aver tentato di far saltare l’approvazione. “Avevamo l’ossessione che la riforma potesse essere affossata e che tutto rimanesse come prima, cosa che non potevamo permetterci”, ha chiarito Anna Rossomando. Più dura la senatrice M5s Alessandra Maiorino: “La Lega dimenticando di essere forza di maggioranza, ha mantenuto e votato i suoi oltre 200 emendamenti con il parere contrario del Governo, e chiesto persino un voto segreto. Il relatore e presidente della commissione Giustizia Andrea Ostellari, tradendo il mandato che la Commissione gli aveva affidato, si è rimesso all’Aula. Noi i nostri emendamenti correttamente li abbiamo ritirati, quella che votiamo oggi è la riforma possibile con questa strana e anomala maggioranza di governo, non certo la migliore. Ma abbiamo impedito lo svuotamento della riforma Bonafede”, ha precisato.

E ancora: “Senza l’apporto del M5s il risultato sarebbe potuto essere ben peggiore di quello raggiunto. Ogni giorno faticosamente ci sforziamo di dare il nostro contributo a questo governo che non sentiamo nostro, che non abbiamo voluto e nel quale stiamo esclusivamente nell’interesse degli italiani. Ma c’è un limite e quel limite è proprio l’interesse del Paese. Se per colpire noi si è disposti a colpire a danneggiare il Paese, questo non possiamo tollerarlo”, ha concluso, invitando così l’esecutivo a “sbloccare il Superbonus 110%” e “irrobustire il reddito di cittadinanza”.

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