“In 72 ore provvedimenti per la sicurezza”. “I problemi sono la sicurezza e il degrado. Manterremo tutte le promesse fatte in campagna elettorale. Possiamo cambiare questa città diventata irriconoscibile, riportarla a essere pulita e sicura è una priorità”. Così diceva il sindaco di Monza Dario Allevi il 26 giugno del 2017, festeggiando l’elezione a primo cittadino ai ballottaggi. Cinque anni dopo, alla vigilia della nuova tornata elettorale, i temi caldi che infiammano il dibattito nella terza città di Lombardia, capoluogo della provincia di Monza e Brianza, sono ancora gli stessi ma con una differenza sostanziale: a parlare di sicurezza e rifiuti adesso è il centrosinistra, che punta il dito contro quello che ritiene il fallimento dell’amministrazione Allevi. Cavalli di battaglia di Forza Italia e Lega come “ripristino della legalità”, “insicurezza reale percepita”, “aumento delle telecamere di videosorveglianza”, “implementazione dell’illuminazione pubblica”, ora sono i mantra di Partito Democratico, Azione, Italia Viva e delle liste civiche che corrono in coalizione. Emblematico, poi, quanto successo nelle scorse settimane: i candidati sindaci di centrodestra e centrosinistra si sono ritrovati con lo stesso slogan sui manifesti elettorali, “Per noi la sicurezza è una cosa seria“. Salvo poi vedere l’alleanza a sostegno di Allevi glissare sul tema, svincolarsi dai confronti con i comitati di quartiere e puntare tutta la comunicazione, invece, sul cosiddetto “Modello Monza” con grandi progetti urbanistici e di viabilità che attenderanno il capoluogo nei prossimi anni, dall’arrivo della metropolitana che i monzesi attendono da oltre 40 anni (la M1 a Bettola entro il 2024, e poi la M5) al rilancio della Villa Reale e dell’Autodromo.

Il sindaco uscente si sente pronto per la riconferma, impresa mai riuscita ai suoi predecessori, ma deve fare i conti con un elettorato che – almeno a parole – si dice deluso dalla gestione di questi anni e pronto a tornare a sinistra in una città abituata al pendolo dell’alternanza sempre rispettata negli ultimi 25 anni. La fine del mandato della giunta Allevi non è stata semplice: a scatenare le critiche soprattutto il rinnovato sistema di raccolta differenziata dei rifiuti, che ha avuto come conseguenza bidoni e sacchi dell’immondizia per le strade del centro in pieno giorno, e – come detto – la questione sicurezza. In particolare, se cinque anni fa si trattava di problematiche legate ad illeciti connessi al mondo della droga, oggi si aggiunge il fenomeno delle bande di ragazzini. Un disagio giovanile acuito dalla pandemia, che vede giovani e giovanissimi (per lo più minorenni) bivaccare per il centro città, spesso ubriachi e talvolta armati, protagonisti di risse e aggressioni ai passanti. Le denunce di episodi di microcriminalità nelle zone della movida sono in costante aumento, con le “imprese” delle baby-gang balzate agli onori anche della cronaca nazionale.

E si estendono anche le aree più a rischio: non più la stazione e le zone vicine ma è l’intero centro cittadino, ostaggio di “mala movida” ed episodi criminali messi in atto, spesso, dai cosiddetti “figli di”, rampolli delle famiglie della “Monza bene” che si sentono intoccabili. In particolare via Bergamo e la piazza del Tribunale, punti di ritrovo dei giovani: “Una sera mia figlia di 18 anni stava passeggiando con il fidanzato quando un ragazzo gli è andato incontro e, dal nulla, lo ha provocato e gli ha tirato un pugno in faccia. Lui non ha reagito, ma la situazione avrebbe potuto degenerare” racconta una residente a ilfattoquotidiano.it. “Io sono anziano, ormai non porto più a spasso il cane dopo le nove di sera: fanno branco, ed è un attimo che dallo scherno passano alle mani” dice un altro. Per non parlare degli atti vandalici e del degrado che si trova la mattina dopo, tra vomito, bottiglie, bicchieri e spazzatura di ogni genere. “A volte l’odore è nauseante”, lamentano gli abitanti esasperati. Basta dare un’occhiata ai titoli dei giornali locali per avere un’idea dell’escalation: nel 2018 c’è una sola notizia, del 6 luglio, “Attimi di paura in centro a Monza: ragazzi di 22 e 25 anni accoltellati in via Gramsci”; idem nel 2019, sempre un altro accoltellamento. Nel 2020, c’è stata l’aggressione all’inviato di Striscia la Notizia Vittorio Brumotti, impegnato proprio a denunciare lo spaccio e l’illegalità in città. Quindi dall’ottobre del 2021 al maggio 2022 gli episodi si sono moltiplicati: “Diciottenne spacca la testa a un ragazzo con un calcio, per uno sguardo”, “Due accoltellati vicino alla ruota panoramica di Monza, uno è grave”, “Maxi rissa a Monza con coltelli e spranghe: sette feriti, due ricoverati e bar chiuso”, “Rissa nel centro di Monza, un sedicenne in ospedale”, “Monza rissa alla stazione”, “Uomo lasciato sanguinante a terra nel centro di Monza”, “Rissa in strada a Monza in zona stazione”, “Monza, insegue e aggredisce 18enne: fermato per violenza sessuale”, “Monza, lite a bottigliate in via Artigianelli: 2 persone in ospedale”.

Episodi che l’assessore alla Sicurezza Federico Arena – ribattezzato dalle opposizioni come lo “sceriffo” di Monza – liquida come “estemporanei” e “comuni a tutte le grandi città” così come il disagio giovanile, quindi “non certo imputabili a colpe di questa giunta”, e sottolinea invece come siano aumentati i controlli delle forze dell’ordine. “La situazione in stazione e in via Visconti è nettamente migliorata, ora i Boschetti Reali sono ritrovo di famiglie, prima degli spacciatori. Abbiamo aumentato il corpo di Polizia Locale di 30 unità, istituito un nucleo cinofilo e presidi fissi e rafforzato le pattuglie serali in collaborazione con la Polizia di Stato e i Carabinieri. I nostri agenti sono dotati di droni e, da qualche settimana, anche di taser”, spiega Arena. Ma la percezione dei cittadini è diversa: “In questi anni la situazione nelle vie del centro è diventata catastrofica secondo tutti i criteri possibili, in primis quelli che loro stessi si erano dati. Con questo sistema di repressione si è semplicemente spostato il problema”, ci dicono. “I soggetti in questione quando vedono arrivare la Polizia Locale si dirigono altrove e se si chiamano le forze dell’ordine per i disagi legati alla movida quasi sempre sono già impegnate altrove”. Anche i commercianti mal sopportano la situazione: da un sondaggio condotto nel marzo del 2021 da Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza, emerge come il 65% degli esercenti intervistati nella provincia di Monza abbia riscontrato un aumento dei fenomeni criminali nel proprio comune/quartiere negli ultimi 5 anni. I negozianti del centro si svincolano dalle interviste, ma una giovane commessa ha ammesso di aver temuto il peggio quando, un sabato mattina, un uomo ubriaco è entrato nel negozio dove lavora intimando a lei e alla collega di dargli del vino. Fortunatamente le due donne sono riuscite a tenere a bada l’uomo e allertare i carabinieri ma, anche per i clienti presenti, sono stati attimi di paura.

“Siamo consapevoli di non avere la bacchetta magica e non pensiamo di risolvere i problemi dall’oggi al domani se dovessimo venire eletti”, spiega Francesca Pontani, consigliera comunale uscente in quota Italia Viva candidata con il centrosinistra a sostegno di Paolo Pilotto. “Ma è certo che serve un approccio diverso, il pugno duro di questi anni ha portato solo a grandi proclami da parte del sindaco e della sua giunta ma non a soluzioni, anzi. Per questo secondo noi serve puntare in primis su un maggior coinvolgimento della cittadinanza, perché non c’è terreno più fertile dell’indifferenza per far crescere la microcriminalità, e poi su politiche giovanili mirate, che partano dalle scuole”. Insomma, in questo contesto la sfida elettorale è quantomai aperta e cruciale sarà proprio l’elettorato di centrodestra.

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