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Omicron, le sottovarianti 4 e 5 sorvegliate speciali per l’aumento dei casi in Portogallo e Giappone

Gli scienziati giapponesi hanno pubblicato uno studio preliminare, ancora non sottoposto a revisione, in cui si indicano le due ultime versioni del virus non solo come più infettive ma anche più patogene
Omicron, le sottovarianti 4 e 5 sorvegliate speciali per l’aumento dei casi in Portogallo e Giappone
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Le sottovarianti Ba.4 e Ba. 5 di Omicron sono state ufficialmente inserite dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) tra le varianti “of concern”, quelle cioè più pericolose, qualche settimana fa. Questo perché oltre al vantaggio diffusivo nei confronti delle due versioni Ba.2 e Ba.3 (che già erano molto più contagiose di Delta) possiedono una variazione, L452R, presente nella proprio nella variante Delta che favorisce la formazione di sincizi, ovvero la fusione tra cellule infette. Fino a qualche settimana fa le “sorelle” della mutazione, rilevata per la prima volta in Sudafrica e Botsawana, non erano così diffuse in Europa da poter impensierire, ma – tra l’allentamento delle restrizioni e il calo dell’immunità indotta dai vaccini – la versione 5 di Omicron è imputata di aver provocando un aumento di contagi in Portogallo, tra i paesi con il più alto tasso di vaccinazione al mondo, e in Germania. Che Sars Cov 2 continui a mutare è normale, ma adesso gli esperti si chiedono se non sia il caso di dare a ogni variante con specifiche caratteristiche una sua denominazione come già avevano chiesto lo scorso febbraio gli scienziati giapponesi già per Omicron 2.

I dati del ministero della Salute indicano per l’Italia un costante decremento di casi e ricoveri e una situazione dei decessi sostanzialmente stazionaria. Anche se il tasso di positività resta sempre intorno al 10%. In Italia, come nel resto del mondo, Omicron è la variante del virus SarsCoV2 che domina in assoluto. Quanto alle due sottovarianti BA.4 e BA.5, i dati dell’Istituto Superiore di Sanità riferiti al 3 maggio scorso indicavano che le sequenze rilevate corrispondevano rispettivamente allo 0,47% e 0,41% al totale delle sequenze del virus SarsCov2 ottenute in Italia. Ma probabilmente potrebbero essere dati sottostimanti. Per quanto riguarda la circolazione della BA.5 in Europa, i dati dell’Agenzia britannica per la sicurezza sanitaria (Ukhsa relativi all’8 maggio scorso indicano che allora in Portogallo rappresentava il 18,47% del virus SarsCoV2 in circolazione (al 20 maggio era aumentata al 37%), contro le percentuali decisamente inferiori di Germania e Gran Bretagna (in entrambe 1,28%) e poi Francia (0,88) e Danimarca (0,41%).

Ad ipotizzare che BA.5 sia più contagiosa rispetto alle altre sottovarianti della stessa famiglia Omicron sono i dati online sulla piattaforma BiorXiv, che accoglie studi non ancora sottoposti alla revisione della comunità scientifica, frutto di una ricerca condotta in Giappone dallo stesso gruppo di scienziati che aveva già studiato Omicron 2, coordinati da Izumi Kimura dell’Univesità di Tokyo: la BA.5, come la BA.4 ha una mutazione che le permette di legarsi alle cellule umane in modo più efficace, già vista nelle varianti Delta e Lambda. Secondo il virologo Francesco Broccolo dell’Università Bicocca di Milano sono tre i motivi che potrebbero mettere in relazione la presenza della sottovariante BA.5 con l’aumento dei casi in Portogallo: il primo è la mutazione “L452R, che da sola è in grado di far cambiare moltissimo la struttura della proteina Spike, con la quale il virus aggancia le cellule umane”. Il secondo elemento è nei dati secondo cui “le due sottovarianti sfuggirebbero di più agli anticorpi, sia a quelli generati dal vaccino sia a quelli generati dalle infezioni causate da BA.1, BA.2 e BA.2.12.1”; il terzo è nel fatto, come la variante Delta, anche la BA.5 è sinciziogena, ossia le cellule polmonari infettate dal virus si fondono con quelle adiacenti sane.

Lo studio

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