A volte ritornano (seppur da spettatori). Al Mugello lo ha fatto Max Biaggi venerdì, oggi lo farà Valentino Rossi. Eterni rivali in pista, ora accomunati dai due bei gesti della Dorna, che vuole omaggiare al meglio il loro incredibile talento. Il romano è entrato nel club delle “MotoGP Legend” insieme a mostri come Mick Doohan, Alex Crivillé, Casey Stoner e lo stesso Rossi (titolo ricevuto al termine della scorsa stagione, l’ultima nel Motomondiale). Al Dottore, invece, verrà ritirato lo storico “46”, simbolo di nove titoli iridati conquistati. Solo l’ultimo di una lunga serie di nomi unici nel mondo del Motorsport. E la giusta carica per poi riconcentrarsi nell’impegno sulle quattro ruote del GT World Challenge, a bordo dell’Audi R8 Lms del team Wrt.

Da Barry Sheene a Jason DupasquierSe partiamo dal 2003, anno della sua morte, al due volte iridato 1976 e 1977 nell’allora 500cc, Barry Sheene, venne messo da parte lo storico 7 che lo ha fatto conoscere al mondo. E se si sale fino al “69”, si pensa subito alla storica cifra del Campione del Mondo 2006 con la Honda, Nicky Hayden, scomparso troppo presto, a 35 anni e nel maggio 2017, per le conseguenze di un incidente in bici nei pressi di Misano Adriatico. Deceduti come lui per altri tristi eventi, ma in pista, sono Luis Salom – nel 2016 durante le libere del GP di Barcellona – e Jason Dupasquier, l’anno scorso durante le qualifiche del Mugello. I loro numeri, rispettivamente il “39” e il “50”, vennero ritirati.

Da ‘Sic’ a Loris CapirossiPiù indietro nel tempo, invece, c’è l’indimenticabile Marco Simoncelli, scomparso al via di gara del GP di Sepang 2011, tanto che nello stesso anno la Dorna ha deciso di ritirare il suo “58”. Un anno prima a Misano, in Moto2, si era invece spento a 19 anni il giapponese Shoya Tomizawa, e anche il suo “48” è stato ritirato dalla classe. Quindi ci sono altre due leggende, tuttora (e per fortuna) viventi: Kevin Schwantz, che disse addio nel 1995, si vide ritirato il suo numero “34” che lo ha sempre accompagnato (eccezion fatta per il 1994, quando scelse l’1 da campione in carica della classe 500). Così come il “65” di Loris Capirossi: due volte iridato in classe 125cc (nel 1990 e 1991) e una in 250 nel 1998.

Fuori dal Motomondiale: da Cairoli a BianchiFuori dal Motomondiale, c’è il “222” della leggenda Tony Cairoli, che ha lasciato il Motocross nel 2021 dopo nove mondiali vinti. In F1, invece, si ricorda l’esempio di Jules Bianchi, l’ex Driver Academy Ferrari che morì per le ferite alla testa riportate nello scontro tra la sua Marussia e una gru nel GP di Suzuka 2014. E infine va fatto il nome di Anthony Hubert, avversario di Charles Leclerc e Max Verstappen nei kart, e grande amico del pilota AlphaTauri, Pierre Gasly. Il francese ci lasciò tre anni fa all’Eau Rouge di Spa, durante la gara del sabato di Formula 2. Per questo, d’ora in avanti, la categoria non ha assegnato più il “19” che indossava sulla sua Arden. Numeri eterni, che rimarranno impressi per sempre.

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