L’Ue cerca di inasprire il tono contro la Russia. Lo dice la stessa presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, in un tweet: “Oggi adottiamo ulteriori misure per mantenere alta la pressione su Putin e sui suoi compari. In primo luogo, aggiungiamo le violazioni delle sanzioni dell’Ue all’elenco dei reati europei. Chi viola le sanzioni deve essere assicurato alla giustizia. Presentiamo poi regole più severe per tracciare e congelare i guadagni illeciti, anche dalla violazione delle sanzioni. Non lasceremo che gli oligarchi prosperino grazie alla macchina da guerra russa. I loro beni dovrebbero essere sequestrati e possibilmente utilizzati per ricostruire l’Ucraina”. La Commissione propone perciò che la violazione di sanzioni restrittive sia considerata un euro-crimine catalogato come “reato grave”. “Ciò consentirà di stabilire uno standard di base comune su reati e sanzioni penali in tutta l’Ue. Dobbiamo armonizzare il sistema europeo”, ha annunciato il commissario Ue alla Giustizia Didier Reynders al termine del collegio dei commissari che ha approvato il pacchetto. L’obiettivo è, anche, semplificare “e indagini, il perseguimento e la punizione violazioni delle misure restrittive in tutti gli Stati membri”. Reynders ha inoltre indicato che per ora sono stati congelati fino beni per 10 miliardi agli oligarchi russi. Sono state inoltre bloccate transazioni per un valore di 196 miliardi di euro. Anche il commissario Ue agli Affari economici, Paolo Gentiloni, ha detto che nei prossimi giorni potrebbe arrivare un ulteriore accorso su un nuovo pacchetto di sanzioni alla Russia.

Trasformare la violazione delle misure restrittive in reato Ue consentirà di stabilire uno standard di base comune in materia di reati e sanzioni penali in tutta l’Unione. Tra i potenziali reati: azioni o attività volte ad eludere, direttamente o indirettamente le misure restrittive, anche occultando beni; il mancato congelamento di fondi appartenenti, detenuti o controllati da una persona o entità destinataria di sanzioni o impegnarsi in scambi commerciali, l’importazione o l’esportazione di merci soggette a divieti commerciali. Quanto alla proposta di direttiva sul recupero e la confisca dei beni, l’obiettivo principale, viene spiegato dalla Commissione, è garantire che la criminalità non paghi. Le norme proposte si applicheranno anche alla violazione delle misure restrittive, assicurando l’effettiva rintracciabilità, il congelamento, la gestione e la confisca dei proventi derivanti dalla violazione delle misure restrittive. Si prevede tra l’altro di estendere il mandato degli uffici per il recupero dei beni per rintracciare e identificare rapidamente i beni di persone ed entità soggette a misure restrittive dell’Ue. I poteri si applicheranno anche ai beni criminali, compreso il congelamento urgente di beni quando vi è il rischio che possano scomparire.

Sostieni ilfattoquotidiano.it ABBIAMO DAVVERO BISOGNO
DEL TUO AIUTO.

Per noi gli unici padroni sono i lettori.
Ma chi ci segue deve contribuire perché noi, come tutti, non lavoriamo gratis. Diventa anche tu Sostenitore. CLICCA QUI
Grazie Peter Gomez

Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Green Deal e pace vadano di pari passo. Da Bruxelles però arrivano segnali contrastanti

next
Articolo Successivo

Germania, scoperte truffe per quasi 1,5 miliardi di euro sui test Covid gratuiti. Solo a Berlino 380 indagini

next