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Stellantis, il mercato statunitense spinge i ricavi del gruppo (+ 12%) ma per 1056 operai di Termoli scatta il taglio di stipendio

A frenare le consegne, spiega il gruppo, sono anche i persistenti problemi per gli approvvigionamenti di semiconduttori. Una situazione che però "dovrebbe migliorare gradualmente durante la seconda metà dell’anno e nel 2023, anche se rimane difficile fare previsioni", ha spiegato il responsabile finanziario del gruppo Richard Palmer. "I ricavi salgono ma i lavoratori vengono messi in cassa integrazione", commenta la Fiom-Cgil.
Stellantis, il mercato statunitense spinge i ricavi del gruppo (+ 12%) ma per 1056 operai di Termoli scatta il taglio di stipendio
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Il gruppo Stellantis ha chiuso il primo trimestre dell’anno con ricavi in aumento del 12% a 41,4 miliardi di euro. L’incremento degli incassi dipende quasi esclusivamente dal mercato statunitense (Stellantis controlla i marchi Chrysler e Jeep portati in dote da Fca, ndr) dove i ricavi sono saliti di quasi 5 miliardi. In discesa viceversa il fatturato europeo che si contrae da 16 a 14,6 miliardi per effetto della discesa delle vendite: 201mila vetture in meno rispetto al primo trimestre del 2021. A livello globale le vendite scendono da 1 milione 752 mila a 1 milione 472mila auto. A frenare le consegne, spiega il gruppo, sono anche i persistenti problemi per gli approvvigionamenti di semiconduttori. Una situazione che però “dovrebbe migliorare gradualmente durante la seconda metà dell’anno e nel 2023, anche se rimane difficile fare previsioni”, ha spiegato il responsabile finanziario del gruppo Richard Palmer. La guerra ha avuto “un impatto minimo” sia in termini commerciali sia di forniture perché Stellantis è poco esposta sia in Russia sia in Ucraina, ha aggiunto Palmer. Il manager ha confermato gli obiettivi per l’intero 2022: “La guidance per l’intero anno, con margini di risultato operativo rettificato a doppia cifra e flussi di cassa positivi, è confermata, nonostante le condizioni sfavorevoli in termini di approvvigionamenti e di inflazione, grazie al successo dei modelli e alle partnership strategiche”. Dopo la diffusione dei dati il titolo Stellantis è arrivato a guadagnare quasi il 4% salvo poi chiudere in negativo (- 0,9%) in scia all’intero listino.

Lo scorso aprile il gruppo, sorto dall’unione tra la francese Psa e l’italiana Fca, ha distribuito un dividendo di 1,04 euro per azione, per un valore complessivo di oltre 3 miliardi di neuro. La fetta più grossa, circa 450 milioni, è andata alla Exor della famiglia Agnelli/Elkann, primo azionista con il 14,3%. A seguire ci sono la famiglia Peugeot (7,1%), lo stato francese (6,1%) e i cinesi di Dongfeng (4,4%). Oggi il gruppo ha annunciato l’applicazione dei contratti di solidarietà per 1056 operai dello stabilimento automobilistico di Termoli a partire dal prossimo 16 maggio al 31 dicembre e incentivi per uscite volontarie e prepensionati per 80 dipendenti entro fine anno. E’ quanto emerso oggi da riunioni dei dirigenti di Stellantis con le organizzazioni sindacali. La possibilità di ricorrere ai contratti di solidarietà per i lavoratori del reparto motori 8, 16 valvole e cambi ha trovato i sindacati concordi. La Fiom Cgil non ha invece firmato il piano di 480 uscite incentivate nello stabilimento torinese di Mirafiori.

“Stellantis registra nel primo trimestre del 2022 un aumento dei ricavi del 12% rispetto allo stesso periodo del 2021. Nonostante il calo delle vendite nel mercato europeo ed italiano l’azienda continua a fare risultati finanziari positivi ed a riconoscere dividendi agli azionisti, mentre le lavoratrici e i lavoratori continuano a subire il ricorso agli ammortizzatori sociali e l’abbattimento dei costi che si traduce in un peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro”, commenta Simone Marinelli, coordinatore nazionale del settore automotive per la Fiom-Cgil, commenta i conti Stellantis.

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