L’inflazione negli Stati Uniti sale ancora e in marzo ha raggiunto l’8,5%, il valore più alto dal dicembre 1981. In un solo mese, tra febbraio e marzo, i prezzi sono aumentati in media dell’1,2%, in questo caso balzo più ampio dal 2005. L’incremento del mese scorso è leggermente superiore alle attese degli analisti che indicavano un valore dell’8,4%. L’indice core, ossia al netto di energia e alimentari e monitorato dalla Federal Reserve, è salito in marzo dello 0,3% su febbraio e del 6,5% sullo stesso periodo dell’anno precedente. Il dato core è al di sotto delle attese, influenzato da un brusco calo del costo delle automobili di seconda mano.

Secondo gli esperti potrebbe trattarsi del picco dell’incremento dei prezzi, in un mesa che incorpora pienamente gli aumenti del costo dell’energia innescati dal conflitto in Ucraina. L’andamento dei prezzi accresce le attese per un nuovo rialzo del costo del denaro da parte della Federal Reserve, il mese prossimo la banca centrale americana dovrebbe alzare i tassi dello 0,5%. Il valore dell’inflazione ritenuto ottimale dalle banche centrali si colloca intorno al 2%.

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