Un operaio di 45 anni, Massimo De Vita, è morto questa mattina a Taranto, mentre lavorava su un carico di pale eoliche danneggiate: un grosso telaio di ferro si è ribaltato durante l’operazione, uccidendo la vittima al quarto sporgente-Lato Ponente del porto di Taranto. L’uomo era un ex dipendente della società Taranto Container Terminal, in carico alla Compagnia portuale: era stato assegnato come operaio specializzato in somministrazione a una ditta d’appalto, dopo la messa in liquidazione della società.

De Vita è morto attorno alle 8.30 di questa mattina, mentre lavorava sul carico di pale eoliche appena sbarcato dalla nave Bbc Opal: era il momento del posizionamento a terra dei telai in ferro. Le cause del ribaltamento di uno dei telai devono ancora essere accertate. Circa un anno fa, il 30 aprile 2021, anche Natalino Albano aveva perso la vita durante un’operazione di carico su una nave di pale eoliche nel porto di Taranto.

De Vita era iscritto alla Cgil di Taranto, che lo ha ricordato con le parole del segretario generale Paolo Peluso: “Massimo De Vita non c’è più, ma c’è una storia, la sua, e c’è anche quella di Natalino Albano, morto quasi un anno fa a 300 metri dalla tragedia di oggi, e che non vogliamo più declinare al passato. Massimo De Vita aveva appena iniziato il suo turno di lavoro”. “Oggi” continua Peluso “avrebbe dovuto caricare su una nave i castelletti in acciaio che sorreggono nel trasporto le pale eoliche. Non si comprende ancora come uno di questi manufatti in acciaio sia caduto proprio sul corpo di De Vita che purtroppo non ha avuto scampo”.

Nel caso in cui emergano responsabilità dell’azienda per la morte di De Vita, l’Anmil di Taranto – associazione per mutilati e invalidi del lavoro – si costituirà come parte civile nel procedimento. A dichiararlo è stato Emidio Deandri, vicepresidente nazionale dell’associazione: “Taranto”, ha aggiunto Deandri, “è una città che paga, con tragica periodicità, un pesantissimo tributo di vita umane allo ‘sviluppo’ del Paese”. E ha attaccato il governo e il premier Mario Draghi: “L’unica attenzione che anche questo governo riserva a Taranto è per la produzione necessaria per il Pil nazionale, oggi più che mai strategica per la crisi energetica e per quella derivata dalla guerra. Il premier si preoccupa della produzione, ma non spende una parola per la sicurezza sui posti di lavoro e per abbattere l’inquinamento che ammala i tarantini”.

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