Un drone militare si è schiantato nel quartiere Jarun di Zagabria, capitale della Croazia, giovedì sera senza provocare feriti. Il velivolo a guida remota è arrivato dalla zona di guerra in Ucraina, come confermato dal primo ministro croato Andrej Plenković, e dovrebbe trattarsi di un Tu-141, un drone da ricognizione di produzione sovietica e utilizzato dall’esercito ucraino.

Non è escluso che la tipologia di drone, la cui produzione è iniziata nel 1979, possa essere ancora in uso alla Russia. Sull’accaduto stanno indagando i funzionari della polizia, il ministero della Difesa e la Nato. Nell’urto ha creato un cratere di circa tre metri provocando danni ad alcune automobili parcheggiate nelle vicinanze, in una zona di Zagabria densamente abitata. Poiché l’urto non ha provocato un incendio si suppone che il velivolo fosse rimasto senza carburante.

Dato che il velivolo ha un raggio d’azione di circa 1.000 chilometri, si suppone fosse partito dalla zona di Odessa. Il velivolo è entrato nello spazio aereo croato dall’Ungheria, volando in direzione da est a ovest, a un’altitudine di circa 1.300 metri e a una velocità di 700 chilometri orari e prima avrebbe sorvolato la Romania. Entrambi gli Stati sono Paesi Nato.

Al momento dell’urto si è sentito un forte boato, simile a un’esplosione, e a distanza di circa un chilometro sono stati trovati due paracadute. “Si tratta di un incidente molto serio ma molto probabilmente non si tratta di una minaccia rivolta contro la Croazia”, ha riferito il ministero della Difesa. Prima di precipitare, il velivolo è rimasto nello spazio aereo croato per 7 minuti, mentre sull’Ungheria ha probamente volato per quasi tre quarti d’ora.

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