“Siamo di fronte a un aggressore violento che sta usando mezzi raccapriccianti. È un istinto naturale stare dalla parte dell’aggredito e di chi ha piantato la bandiera del suo Paese sui mucchi di sabbia e ne difende la dignità. Però poi, quando sento Zelensky pretendere un allargamento del teatro di guerra e una no fly zone, beh, allora non sono più con lui“. Sono le parole pronunciate a “Dimartedì” (La7) dal giornalista Michele Santoro, che aggiunge: “Dobbiamo indubbiamente sostenerlo, ma non è che per aiutarlo dobbiamo entrare nella terza guerra mondiale. Dobbiamo aiutarlo nella maniera giusta, facendo tutto ciò che è possibile per cingerlo con una cortina di solidarietà e facendo comprendere a Putin che non c’è nessuna soluzione che passi attraverso un asservimento dell’Ucraina”.

Santoro si sofferma anche sull’informazione nazionale, sulle Nazioni Unite e sul governo Draghi: “Dobbiamo, per una volta, mettere i generali in una posizione di comando sull’informazione, come ha scritto Travaglio, perché sono gli unici che cercano di essere un po’ più obiettivi e di darci un quadro della situazione. Stiamo vedendo il fallimento di tutte le istituzioni nelle quali abbiamo creduto dopo la seconda guerra mondiale. Vediamo scomparire dalla scena l’Onu e il nostro governo. Io sento un vuoto enorme da questo punto di vista, perché i grandi comunicano e noi che facciamo? Siamo il Paese più importante del pacifismo mondiale, siamo la sede del Papa. Che cavolo stiamo facendo per fermare questo massacro?“.

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