Associazioni del Terzo settore, collettivi di volontari, organizzazioni locali, nazionali e internazionali, scuole e università, enti di stampo religioso e laico si mobilitano per dare solidarietà e sostegno concreto all’Ucraina, dove la Russia ha scatenato una guerra di invasione il 24 febbraio scorso.

A livello nazionale la Caritas italiana ha avviato una raccolta fondi per far fronte ai bisogni immediati delle popolazioni vittime del conflitto, “chiamando anche alla prossimità con le sorelle e i fratelli ucraini che sono nel nostro Paese”. Cesvi ha inviato il primo convoglio di camion carichi di cibo in scatola, kit igienici, pannolini, forniture mediche, sacchi a pelo, materassi e altri beni di prima necessità e una squadra sul confine slovacco per fornire supporto a coloro che aspettano di oltrepassare il confine. La Croce Rossa Italiana ha lanciato una raccolta fondi per rispondere alle enormi necessità cui stanno dando risposta, senza sosta, i volontari dell’organizzazione di volontariato. La Comunità di Sant’Egidio ha da anni un programma di adozioni a distanza per circa 250 bambini ucraini in una rete di case famiglia, che oggi sono in pericolo: nonostante la Comunità di Kiev si sia già attivata per proteggerli chiede un supporto economico per assicurare il proprio lavoro. Alla stazione Zachodnia di Varsavia vengono offerti kit di alimentari e generi di prima necessità ed è stato lanciato un appello sui social per cercare case e stanze a Varsavia e in altre città vicine, per accogliere così gli ucraini in fuga dalla guerra.

Intersos ha inviato negli scorsi giorni operatori e operatrici in Polonia e in Moldavia, che si occupano di garantire cure mediche, protezione e sostegno psicosociale ai rifugiati provenienti dall’Ucraina, con particolare attenzione a donne e bambini, le persone più vulnerabili. A una settimana dall’inizio sono oltre un milione, secondo i dati delle Nazioni Unite, le persone in fuga dal Paese, dirette verso i territori confinanti di Polonia, Ungheria, Romania, Slovacchia e Moldavia. Anche Asvi è attiva fin dai primi giorni del conflitto: già operativa in Ucraina, grazie alla collaborazione con l’organizzazione locale Emmaus, ha organizzato interventi emergenza nelle zone di confine in Polonia e Romania, mettendo su una raccolta fondi con l’hashtag #HelpUkraine: “Un aiuto agli ucraini in fuga dalla guerra”.

Coldiretti ha lanciato l’iniziativa “la spesa sospesa, con la possibilità di fare offerte per per acquistare prodotti nei mercati contadini di Campagna Amica, da inviare ai civili ucraini, dove iniziano a scarseggiare le scorte alimentari, o da donare alle migliaia di profughi che stanno arrivando in Italia: l’appuntamento è dalle ore 9 di domani sabato 5 marzo a Roma, ma anche a Milano, a Napoli, fino a Palermo, ma interesserà i farmers market di tutte le regioni d’Italia.

Diversi sono gli enti che offrono assistenza ai bambini in Ucraina: la fondazione Soleterre, che si occupa di assistenza a bambini malati di cancro, ha dichiarato che i colleghi della fondazione si trovano sul territorio ucraino, al fianco dei bambini e delle loro famiglie con cui hanno da tempo articolato progetti e iniziative. Dallo scoppio della guerra, si mobilitano per garantire forniture mediche, strumentazione chirurgica, farmaci nei reparti dell’Istituto del Cancro e dell’Istituto di Neurochirurgia di Kiev e con l’Ospedale Regionale di L’viv. Save The Children, in Ucraina dal 2014, chiede donazioni per i bambini per portare i primi soccorsi, cibo, acqua, cure e protezione, assicurando una risposta rapida e efficace alla crisi.

Varie anche le iniziative locali, dalle parrocchie ai circoli Arci: per citarne solo alcune, Arci Mantova promuove una raccolta fondi tramite reti ufficiali come Unicef e Cri Ucraina, Arci Viterbo ha attivato un servizio di informazione, orientamento e assistenza legale rivolto a tutte le persone provenienti dall’Ucraina che abbiano necessità di supporto, Arci Cremona ha attivato un raccolta di generi di prima necessità, il Circolo Arci di San Casciano (Pisa) promuove una raccolta di aiuti da inviare in Ucraina.

Nell’immagine in alto – Milanesi portano generi di prima necessità, cibo medicinali e coperte che partiranno per l’Ucraina in una chiesa parrocchiale.

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