Che bello il siringone!

Imbarazzante la rappresentazione grafica e concettuale della felicità infantile procurata dal vaccino nella recente campagna vaccinale per bambini del Lazio. Mi permetto di trattare il tema da pedagoga e autrice – illustratrice per bambini con cattedra di illustrazione per l’infanzia allo IED, Istituto Europeo di Design. Dunque qualcosina ne so.

Il disegno che gira nel web rappresenta un gruppetto di bambini che fanno il girotondo tenendo per mano una siringona felice. Un palloncino dall’aria mesta vola via lontano. Dai riccioletti in testa, si deduce che si tratta del malefico Covid. Dunque – provo a interpretare – i piccoli sono contenti perché grazie a una siringa amica, potranno d’ora in poi giocare tranquilli.

L’illustrazione da un punto di vista artistico è brutta, sciatta. Forse eseguita da un bambino con ritocchi altrui. Certe ombre, certe espressioni degli occhi e del corpo, sono opera di un adulto. La Regione Lazio faceva meglio a chiamare un bravo illustratore. Avrei potuto mandargliene una decina dallo Ied. Giovani geni creativi. Pagandoli poco o nulla, come d’abitudine, almeno avrebbe fatto bella figura. Ma peggio del disegno è il Concept.

Cerco di immaginarmi virologi, contabili e politici (nessun creativo o pedagogista) riuniti al tavolo a scervellarsi su un’idea potente che conquisti i genitori riluttanti. La siringa sdoganata come allegra compagna di giochi dei bambini stufi di videogiochi e calcetto è patetica, il paternalismo sanitario e governativo ormai non ha limiti. Nel tristo disegno il palloncino-Covid vola via arrabbiato perché non “cagato” più dagli amici bimbi che tra un po’, lieti, saranno siringati.

Sei genitori vogliono vaccinare i piccolissimi, sono affari loro. Fanno bene, o no, non dico la mia opinione su questo delicato quanto abusato argomento. Ma usare minori ignari per mettergli in bocca considerazioni squisitamente adulte per una campagna di Stato che non tiene conto di un minimo di pedagogia e autorialità, è inaccettabile. Ancora una volta i bambini vengono trattati come incapaci di intendere e volere.

Però a qualcosa mi è servita la campagna sanitaria Regione Lazio. Finalmente so cosa regalare ai nipoti per la Befana! Niente libri, bambole e giochi da tavolo, che banalità vetusta! Vado in farmacia e compro una confezione gigante di siringhe. Le impacchetto in carta rossa e con tre euro a testa me la cavo. “Per un calo dei contagi dosi anche ai re Magi”.

Queste le parole finali della canzone di Natale dei tre virologi canterini che gira ignominiosamente nei social in tempi di Natale (dateci il nome dell’autore del testo! Roba da parrocchietta, sussidiario, baci perugina). Il concept infantil- imbonitore continua… Insomma, al momento la siringa è una superstar, chi l’avrebbe mai detto.. la consideravamo tutti, fino a poco fa, il simbolo tossico più potente e pericoloso. E pensare che da bambina, scappavo inseguita dalla mamma, alla sola vista dell’ago…

Rap

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