È morto nella sua casa a Roma Renato Scarpa, 82 anni, attore amatissimo dai più importanti registi italiani e dal pubblico. Secondo i carabinieri della stazione Roma Bravetta, intervenuti sul posto dopo la chiamata del 118, sarebbe morto per cause naturali. Dai fratelli Taviani a Dario Argento. E ancora Rossellini, Monicelli, Cavani, Risi. Indimenticabili per le platee più vaste le sue interpretazioni in Ricomincio da Tre, di Massimo Troisi, dove è Robertino e in Un sacco bello, pellicola cult di Carlo Verdone. Proprio il regista lo ha ricordato con un post su Instagram: “Cari amici, chi ha amato ‘Un Sacco Bello’ non potrà non esser triste per la scomparsa di Renato Scarpa per un improvviso malore. Aveva anche lavorato con Massimo Troisi in Ricomincio da tre, e con tanti altri registi. Affettuoso, dotato di gran talento, aveva il dono della ‘misura’, cosa che non tutti gli attori hanno“. Poi Verdone descrive la foto insieme a Scarpa: “In questa scena tentavo di convincerlo a partire per Cracovia con le calze di seta e le penne a biro. Fantastico compagno di lavoro – dice ancora – lo ringrazio ancora per esser venuto il giorno dell’inaugurazione di una targa al ‘Palo della morte’ in Via Giovanni Conti (zona Val Melaina) a Roma, targa che celebrava quel film. Fummo molto orgogliosi perché non ci aspettavamo il grande bagno di folla che ci fu. Ringrazio ancora questo caro amico che mi ha aiutato nella mia opera prima con garbo, affetto e talento. Persone così umili e gentili nel loro grande talento non ci sono più. Resterà sempre nei miei più bei ricordi. E credo anche, se avete amato quella pellicola, nella vostra memoria”. E anche il ministro Dario Franceschini si è unito al ricordo: “Mi stringo al dolore dei familiari e degli amici di Renato Scarpa. Con lui scompare un grande talento del cinema italiano che ha saputo lasciare il segno in ogni film che ha interpretato con grande bravura e versatilità”.

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Renato Scarpa, il ricordo del regista di ‘Sweet Democracy’: “Lui e Dario Fo gli unici artisti liberi che sfidarono l’auto-censura del cinema italiano”

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