Città che vai, albero di Natale che trovi. Anche gli addobbi natalizi segnano una marcata differenza di gestione tra i vari comuni italiani. Abeti di oltre 20 metri, luminarie e decorazioni nelle piazze delle principali città italiane forniscono una rappresentazione del funzionamento delle macchine amministrative, della salute delle casse comunali e delle capacità di coinvolgimento dei privati. Un quadro molto variegato che parte da una città come Milano, capace di ottenere una valanga di euro da sponsor privati (2,3 milioni, per l’esattezza), passando dalla Capitale che – con il neo sindaco Roberto Gualtieri – è costretta a investire quasi 170mila euro della casse comunali per l’albero di Natale in piazza Venezia (sperando di scongiurare l’incubo “Spelacchio”), fino ad arrivare a Palermo che a causa dei problemi finanziari è stata protagonista di una corsa contro il tempo per evitare il rischio di festività senza luci e albero.

A Milano pagano i privati – Anche quest’anno Milano è la regina italiana degli investimenti privati. Già nel mese di maggio l’amministrazione comunale si era mossa per la pubblicazione del bando per le sponsorizzazioni. Questa volta, però, non è stato così semplice e sono state necessarie diverse riaperture dei termini dell’avviso pubblico. “La particolare situazione di emergenza sanitaria dovuta alla pandemia ha creato oggettive difficoltà a soggetti sponsor per favorire, ideare, organizzare e presentare iniziative di sponsorizzazione a favore dell’Amministrazione”, si legge nell’ultima riapertura del bando terminata alle ore 12.00 del 23 novembre. Proprio in questa occasione è arrivata la proposta di sponsorizzazione che si è aggiudicata l’ambita piazza Duomo: il progetto si chiama “Imagine“, un abete di circa 24 venti metri, illuminato con 80mila luci led a basso consumo e addobbato con 800 palle di Natale rosse e color argento. Il costo è di quasi mezzo milione di euro (precisamente 488 mila) ed è interamente a carico della Gva Redilco & Sigest, società immobiliare che da pochi giorni ha tra i soci di minoranza anche Barbara, Eleonora e Luigi Berlusconi (figli di Silvio e Veronica Lario). Ma Milano non si ferma qui: attraverso altre sponsorizzazioni private, per un totale di oltre due milioni e 375 mila euro, può contare su altri sette alberi di Natale installati in altrettante zone della città.

Roma usa fondi pubblici – Niente finanziamenti privati, invece, per la Capitale. Nessun bando è stato pubblicato dal Comune di Roma (già l’avviso pubblico nel 2020 era andato deserto) e il nuovo sindaco Roberto Gualtieri, insediatosi il 21 ottobre, si è limitato a fare autorizzare agli uffici del Campidoglio, il 5 novembre, la spesa di 169.336 euro per l’acquisto di un “Abies nordmanniana” di quasi 25 metri per piazza Venezia. Ai suoi piedi verranno collocati 17 pacchi regalo per sposare la campagna dalla Fao, l’organizzazione Onu per l’alimentazione e l’agricoltura, che mette al centro 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile e la lotta alla fame nel mondo. Ma lo scopo principale di Gualtieri rimane comunque quello di allontanare lo spettro “Spelacchio”, l’abete che nel 2017 in pochi giorni ha perso gran parte degli aghi. La sua chioma spoglia è stata in grado di sollevare un polverone di polemiche che si è abbattuto sull’amministrazione Raggi. Anche Spelacchio, tra l’altro, era stato pagato interamente con fondi del bilancio comunale.

A Napoli paga Camera di commercio (con bando Ue) – A Napoli è la Camera di commercio a venire in sostegno al Comune. L’albero in piazza del Plebiscito (composto da una spirale luminosa) fa parte del progetto “Illuminano Napoli”, frutto di un bando europeo del valore di 2,2 milioni di euro, che comprende anche le luminarie natalizie installate in quasi 140 chilometri di strade e 36 piazze di Napoli. La Camera di Commercio ha dovuto anche finanziare i consumi dell’energia elettrica delle illuminazioni perché il Comune non aveva i fondi per provvedere autonomamente.

Palermo è al verde – Problemi finanziari anche per la città di Palermo che ha rischiato addirittura un Natale al buio e senza addobbi. Non è stato pubblicato nessun bando alla ricerca di sponsorizzazioni private e le casse comunali non permettono l’autofinanziamento: non essendo ancora stato approvato il bilancio di previsione, anche i proventi della tassa di soggiorno non possono essere utilizzati. Per l’amministrazione comunale guidata da Leoluca Orlando è stata una corsa contro il tempo per trovare partner privati o istituzionali almeno per provare a collocare un albero in piazza Castelnuovo. E, alla fine, l’albero sarà installato – entro il fine settimana – grazie al contributo di cinque associazioni di imprenditori (Confcommercio, Confindustria, Confartigianato, Ance e Confesercenti).

Il mix di Torino e il regalo per Genova – Un mix tra fondi privati e pubblici è quanto messo in campo dalla città di Torino. L’amministrazione comunale, infatti, ha dato incarico alla Fondazione per la Cultura Torino (della quale il Comune è soggetto fondatore e socio unico) per reperire finanziamenti esterni da sponsorizzazioni con l’obiettivo di acquistare e addobbare l’albero per piazza Vittorio e organizzare le altre iniziative delle festività natalizie. Il contributo delle casse comunali alla Fondazione è stato di 47.789 euro a fronte di un preventivo di 184 mila euro. Solidarietà tra istituzioni, invece, per l’abete rosso di oltre 21 metri di piazza De Ferrari a Genova. Nessun peso per le casse comunali, né contributo di soggetti privati. L’albero è stato, infatti, donato alla Regione Liguria dalla Regione Lombardia in collaborazione e col supporto di Ersaf (l’ente regionale lombardo per i servizi all’agricoltura e alle foreste). Un dono di Attilio Fontana a Giovanni Toti.

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