La notizia rischiava di aprire nuovi scenari sulla diffusione della variante Omicron, ma la sua circolazione in Nigeria già nel mese di ottobre è stata corretta nel giro di qualche ora. Era stato The Guardian a spiegare che il Paese africano aveva trovato a posteriori alcuni casi della nuova mutazione fra i test su alcuni viaggiatori entrati nel Paese in ottobre, cioè oltre un mese prima che dal Sudafrica arrivasse l’annuncio di casi di positività anomali e la presenza di ben 32 mutazioni nella proteina Spike del coronavirus Sars Cov 2. Il quotidiano inglese citava il Centro per il controllo delle malattie nigeriano, ma qualche ora dopo ha corretto l’informazione riportata nell’articolo spiegando che in realtà si trattava di infezioni da variante Delta.

In attesa di comprendere meglio se Omicron, oltre a sembrare più contagiosa e trasmissibile, sia più virulenta, molti Paesi hanno iniziato a introdurre misure restrittive sui viaggi come il Giappone, gli Usa e l’Australia. Martedì le autorità sanitarie olandesi hanno annunciato la mutazione – rilevata anche in Italia in un manager rientrato dal Mozambico – era presente nel paese una settimana prima di quanto si credesse in precedenza. Il centro Rivm ha reso noto di avere rinvenuto la variante Omicron in due campioni che erano già stati prelevati il 19 e 23 novembre. Intanto anche l’Arabia Saudita, che ha quasi il 70% della popolazione che ha almeno una dose di vaccino, ha registrato il suo primo caso in una persona in arrivo da un paese del Nord Africa. L’agenzia ufficiale saudita Spa riferisce che che è stata avviata un’indagine epidemiologica e che la persona infetta è ora in quarantena. L’Arabia Saudita è il 22° Paese a segnalare casi della variante Omicron.

Intanto la Cina ha messo in lockdown la città di confine di Manzhouli, nella Mongolia Interna, dove ieri sono stati accertate 91 infezioni locali di Covid-19, costringendo le autorità a imporre blocchi localizzati e restrizioni di viaggio. Il caso Manzhouli, quando sono in corso la ricerca dei contatti stretti delle persone contagiate e i test di massa per la ricerca di ulteriori infezioni, ha avuto origine dall’estero e sembra non essere correlata ai precedenti focolai in Cina, ha riferito un funzionario sanitario della città che confina con la Russia a nord e la Mongolia a ovest, citato dai media locali. La Cina sta affrontando una maggiore pressione dai contagi importati, con la variante Omicron che inizia a diffondersi altrove, ha affermato Mi Feng, portavoce della Commissione sanitaria nazionale. “Nuovi casi locali sono stati trovati principalmente nelle città di confine e portuali da novembre, quindi la Cina si atterrà fermamente alla strategia di prevenire i casi importati dall’estero e la ricomparsa in patria per ridurre al minimo l’impatto”.

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