La storia è poco chiara e l’unica cosa certa è che l’ex senatore di Forza Italia Giancarlo Pittelli ha trascorso la notte all’interno del carcere nonostante il Riesame di Reggio Calabria, nell’ambito dell’inchiesta “Mala pigna”, abbia disposto ieri in suo favore la revoca della custodia cautelare e la concessione degli arresti domiciliari. Il motivo sarebbe un cavillo procedurale legato al braccialetto elettronico che Pittelli aveva prima di essere arrestato dalla Dda di Reggio Calabria perché gli era stato applicato dal Tribunale di Vibo Valentia dove è imputato per concorso esterno con la ‘ndrangheta nel processo “Rinascita Scott” istruito dalla Dda di Catanzaro.

L’apparecchio elettronico gli sarebbe stato tolto pochi giorni fa e adesso, probabilmente, dovrebbe essere riapplicato. Il condizionale è d’obbligo perché gli avvocati di Pittelli non hanno informazioni in merito se non quella che il loro assistito non è mai uscito dal carcere per recarsi nella sua abitazione di Catanzaro. Quando uno dei due difensori di Pittelli, infatti, si è presentato davanti alla casa circondariale di “San Pietro” gli è stato detto che il suo assistito non poteva uscire malgrado il provvedimento del Riesame.

Già ieri sera, gli avvocati Guido Contestabile e Salvatore Staiano si sono lamentati: “Abbiamo investito gli organi competenti – hanno affermato – poiché ancora, nonostante la concessione degli arresti domiciliari disposta dal Tribunale della Libertà di Reggio Calabria, Pittelli si trova ancora inspiegabilmente in carcere. Dalla casa circondariale di Reggio Calabria parlano di difficoltà a contattare il Tribunale di Vibo Valentia per risolvere la questione. Ci auguriamo che questa situazione venga prontamente risolta”. Stamattina non è stato così e Pittelli, dopo aver trascorso la notte in carcere, si trova ancora ristretto a Reggio Calabria.

“Questa situazione non può durare ancora. – dicono – Il nostro assistito rischia di restare in carcere per tutto il fine settimana nonostante debba andare ai domiciliari. Abbiamo interessato della questione anche le camere penali di Catanzaro e Reggio Calabria che dovranno prendere una posizione”.

“C’è una questione fondamentale che va chiarita. – concludono gli avvocati Staiano e Contestabile – Qua non è un atto di insubordinazione del carcere. Il carcere si sta ponendo un problema reale e concreto che qualcuno avrebbe dovuto risolvere già ieri. Il problema deve essere risolto da chi ha il potere e non è certamente la direzione della struttura carceraria. Noi non stiamo aggredendo il carcere che, non facendo parte della giurisdizione, non si può assumere la responsabilità di fare uscire Pittelli senza il braccialetto elettronico in assenza di un provvedimento dell’autorità giudiziaria competente”.

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