Una manciata di secondi appena. Ma tanto è bastato perché il terzo live di X-Factor prendesse una piega diversa. Emozionale. “Pensavo che il mio cuore infranto fosse la mia fine, invece è diventata la mia risorsa per quello che potevo dare sul palco”. A sorpresa, fuori copione, mentre presenta il suo cantante Fellow, Mika si concede la condivisione di un ricordo molto personale. «Non mi scorderò mai quando si è rotto il mio cuore, ero a casa di uno str…., in mutande. Poi mi sono vestito e sono uscito per strada ed ho vomitato. Avevo 19 anni, non era la mia prima volta ma era la prima volta che il mio cuore si è rotto”.

Una confessione senza ritrosie, rivolta al passato. Un’esperienza delicatissima da raccontare così. Perché questa rivelazione? Il suo artista, Fellow, ha vissuto una situazione analoga. Anche per lui, spiega ancora Mika, quell’esperienza dolorosa è diventata motivo di riscatto: “Tre anni fa a Torino seduto su una panchina anche Fellow ha vissuto questa sensazione. Non c’è un momento nella vita in cui ci sia più amore di quando un cuore si rompe in milioni di pezzi”. Ed ecco che il consiglio del giudice al giovane artista ci dà un dettaglio in più: “Non pensare a essere perfetto ma a essere interessante”. Le esperienze traumatiche, le batoste che ci colgono del tutto impreparati possono diventare un punto di forza. La tecnica perfetta è certo meno comunicativa di un momento veramente autentico. Anche sul palco.

Non è stato un periodo semplice per l’artista, che ha faticato a metabolizzare la scomparsa della madre Joannie, colpita da un tumore e poi stroncata dal Covid alle fine dell’anno passato. Sono quelle personali tragedie che inducono a ripensare il passato, a individuare i momenti che hanno caratterizzato la propria esistenza. Quelli emotivamente intensi, le delusioni da cui ripartire. Dopo qualche mese, questa rivelazione è emersa pubblicamente. Come qualcosa che è difficile tenersi dentro, che va condivisa con i propri fan. Proprio lei, Joannie Penniman, gli era stata vicina in tutti i frangenti della vita. Lo ha sempre supportato anche nelle difficoltà, l’ha seguito e incoraggiato.

Anche la sua vita sentimentale non è mai stata semplice. Né la sua decisione di rivelarsi: il 4 agosto 2012, sul settimanale Instinct, fa ufficialmente coming out dichiarando la sua omosessualità: “Mi chiedete se sono gay? Io vi rispondo di sì. Mi chiedete se le mie canzoni parlano di relazioni con uomini? Io vi dico sì. Ed è solo attraverso la mia musica che ho trovato la forza di venire a patti con la mia sessualità al di là dell’argomento dei miei testi. Questa è la mia vita reale». Subito dopo i manifesti del suo concerto a Firenze vengono imbrattati e ricoperti di insulti omofobi. Ma l’intento degli intolleranti è un boomerang: verso Mika si scatena una grande gara di solidarietà.

Mika non è certo l’unico artista che ha incassato una delusione sentimentale, trovando da lì la forza per ripartire. La confessione più recente è stata quella di Arisa. La cantante ha ammesso di essere delusa dall’amore e ha continuato il suo sfogo dicendo: “Perché ogni volta è come un regalo e poi c’è sempre un prezzo da pagare”. Da lì la sua conclusione: “Penso che una donna non debba essere costretta a stare con un uomo per sentirsi sicura”.

A Ornella Vanoni è capitato in età più matura: “A sessanta anni ho preso una di quelle tranvate! Ho confuso la durezza con la forza. Non voglio neanche nominarlo, era arido e permaloso, io sono ironica”. Anche da questa esperienza è nata però nuova forza. Così Ornella ha concluso: non sei mai solo quando sei tenacemente attaccato alla vita. E la sua carriera è ripartita.

Alessandra Amoroso ha commentato così la dolorosa fine di una sua storia: “Non è un fallimento: è un passo in avanti verso la crescita personale che mi fa sentire più pronta magari a un nuovo amore”.

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