Uno schiaffo agli ambientalisti che il 24 ottobre avevano manifestato contro la nuova pista da bob e le colate di cemento che rischiano di sommergere Cortina per le Olimpiadi 2026. La giunta del Veneto, d’intesa con il governo nazionale, ha impiegato cinque giorni per sistemare la partita. Luca Zaia annuncia l’esito di una “valutazione tecnica indipendente” che consiglia di spendere 61 milioni di euro (inizialmente erano 85) per ristrutturare la vecchia pista “Monti”, a favore di uno sport praticato in Italia da un pugno di atleti. Ma si guarda bene dal dire chi ne sia l’autore e quali siano le garanzie di indipendenza di quella valutazione. Poi, la Camera stanzia 24,5 milioni di euro per correre in aiuto alla Regione Veneto, che finora voleva finanziare l’opera a proprie spese. Un altro schiaffo va al Cio, visto che la “valutazione indipendente” ha suggerito di non portare le gare a Innsbruck. Unica retromarcia di Zaia: non si farà il parco giochi annesso alla pista da bob, perchè non sarebbe riuscito ad autofinanziarsi. Ma in compenso non uno, ma due commissari si occuperanno di far procedere spediti i lavori.

UN PARERE INDIPENDENTE? – Il governatore ha diffuso un comunicato: “Ho ritenuto doveroso ricorrere ad una valutazione tecnica indipendente per analizzare le soluzioni e scegliere consapevolmente”. Ma non dice chi siano i tecnici, né quali considerazioni abbiano svolto: la rassicurazione sembra un bluff non verificabile. Si è limitato ad aggiungere: “La nostra attenzione nella scelta è stata e sarà sempre all’indotto sul territorio, sia in termini economici che ambientali”. Zaia spiega che uno studio di fattibilità per scegliere dove svolgere le gare di bob, parabob, slittino e skeleton ha preso in considerazione tre soluzioni.

NIENTE INNSBRUCK – La prima ipotesi, spostare le gare a Innsbruck, è stata scartata per tre motivi. “Innanzitutto, va considerata l’importanza delle gare da realizzarsi su tale pista nell’accettazione della candidatura di Cortina. Senza di queste la partecipazione veneta sarebbe stata irrilevante”. E’ per questo che Zaia non può rinunciare al bob: a Cortina rimarrebbero solo le gare di sci alpino femminile e poco altro. Inoltre, “per Cortina le discipline del bob e dello slittino sono parte della propria storia sportiva e identità”. Terza ragione: “Anche quella pista (Innsbruck, ndr) ha necessità di sistemazioni per la messa a norma, con un costo preventivato di circa 27 milioni di euro, con tempi risicatissimi, e senza alcun indotto per la nostra area montana”. Chissà come pensa di rifare completamente quella di Cortina entro dicembre 2024, con lavori che richiedono un costo più che doppio.

MARCIA INDIETRO SUL PARCO GIOCHI – Lo scorso marzo Zaia era arcisicuro di voler fare un parco giochi annesso alla nuova pista: “E’ un’occasione per valorizzare il territorio, grazie agli interventi che trasformeranno le aree limitrofe alla pista in parco ludico-sportivo, completando così l’offerta turistica di Cortina”. Ora cambia idea, anche perchè un sondaggio popolare ha bocciato il progetto e ha scoperto che “non è risultato sostenibile sotto il profilo finanziario – costa circa 25 milioni di euro e non si prevedono entrate sufficienti – e sotto il profilo ambientale e paesaggistico, oltre a ritenere che tale attività esuli dalla strategia di gestione del Sito Dolomiti Unesco”. Almeno con questa marcia indietro ha dato ragione al Cio e agli ambientalisti che glielo dicevano da due anni.

“SPENDERO’ SOLO 61 MILIONI DI EURO” – E’ rimasta la soluzione di rifare soltanto la pista, spendendo 61 anziché 85 milioni di euro. Lo chiama “rifacimento della pista esistente su area già dedicata a funzione sportiva, senza aumento del consumo di suolo”. Prevede “la demolizione e smaltimento dell’attuale pista”, oltre alla costruzione della nuova. Così “Cortina potrà avere l’unica pista a norma in Italia per gare nazionali ed internazionali”. Il bacino degli atleti è comunque modestissimo. Il gruppo azzurro è composto da 14 atleti tra maschi e femmine. La dimostrazione di come una pista da bob possa diventare una cattedrale inutilizzata lo ha dimostrato la struttura di Cesana Torinese (Olimpiadi Torino 2006): costò 110 milioni di euro ed è chiusa da anni perchè richiedeva un milione e mezzo di euro all’anno. A Cortina hanno già previsto un esborso di 300-400 mila euro all’anno. Per questo la Regione ha accantonato 8 milioni di euro per le spese dei prossimi vent’anni. In pratica si sa già che la pista costerà 70 milioni di euro.

24,5 MILIONI DALLO STATO – Hanno sempre detto che le Olimpiadi sono “a costo zero”. In realtà è già stato stanziato un miliardo e mezzo di euro per opere pubbliche, legate soprattutto alla mobilità. Ma adesso lo Stato finanzia anche le infrastrutture sportive, alla faccia delle dichiarazioni ufficiali. Darà 24,5 milioni di euro (500 mila subito, 12 milioni nel 2022 e 2023) proprio per la pista da bob. La Camera ha infatti approvato un emendamento al Decreto legge Trasporti del deputato leghista Mirko Badole, bellunese. I soldi saranno attinti dai 145 milioni di euro stanziati con la Finanziaria 2020 “per le opere connesse agli impianti delle Olimpiadi invernali 2026”. E così Zaia potrà dire ai veneti che dalle loro tasche, per il bob, preleverà solo 36,5 milioni di euro.

UN COMMISSARIO, ANZI DUE – La pista va finita per dicembre 2024, così da procedere ai collaudi. “Per questo è stato chiesto al Governo la nomina di un commissario” ha detto Zaia. In realtà ne avrà due. Luigivalerio Sant’Andrea, ad di Infrastrutture Milano-Cortina, potrà infatti nominare un sub-commissario. Il quale avrà mano libera per superare eventuali ricorsi.

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