“Quando un giorno vista l’ora è appena finito e un nuovo giorno è appena iniziato” su Rai1 appare Gigi Marzullo. A notte fonda spazio ai quattro format di cui è autore e conduttore: “Sottovoce”, “Applausi”, “Cinematografo” e “Mille e un libro”, tutti in onda dagli studi di Via Teulada. L’esordio per il giornalista di Avellino era avvenuto nel 1983, inizio di una lunga carriera che nel 2020 ha accompagnato il vicedirettore alla pensione ma non all’uscita di scena da Viale Mazzini.

Marzullo è in onda con tutti i suoi programmi, probabilmente grazie a un contratto da collaboratore esterno, e a 68 anni i suoi confini televisivi sono si sono allargati ben oltre la notte: è nel cast di fisso di “Che tempo che fa” di Fabio Fazio ma anche spalla di Serena Autieri in “Dedicato“. Un mistero però accompagna questo suo passaggio alla pensione e a quanto accaduto dopo, un mistero che il consigliere del cda Rai Riccardo Laganà, rappresentante dei dipendenti, non è riuscito a svelare.

Laganà aveva scritto all’amministratore delegato Fabrizio Salini per chiedere se fosse vero che Marzullo, in quel momento vicino alla pensione, avesse maturato circa 500 giorni di ferie arretrate, circa dieci anni di ferie non godute: “Elemento che determina un costo economico non indifferente per le casse aziendali”, scriveva il consigliere. Diritto alle ferie considerato irrinunciabile, non monetizzabile e non trasformabile in una collaborazione con la Rai.

Il sito AdgInforma svela che Salini a quella missiva non ha mai risposto, non ha mai fornito dettagli e spiegazioni sulle ferie ma anche a che titolo il “pensionato” Marzullo andava in onda. Lo stesso sito fa sapere che Laganà avrebbe riproposto il quesito anche al nuovo ad Carlo Fuortes e sarebbe in attesa di una risposta. Lo stakanovista della notte non ha mai fornito commenti sulla vicenda.

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