I senatori che non esibiranno il green pass all’ingresso non potranno più entrare a Palazzo Madama né in alcun’altra sede del Senato. Lo ha deciso l’Ufficio di presidenza a proposito del caso di Bianca Laura Granato, che martedì – come annunciato il giorno prima su Facebook – si è rifiutata di mostrare il qr code ai commessi e per questo, ha spiegato la presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati in Aula, è stata sanzionata con l’interdizione dai lavori parlamentari per dieci giorni, la prassi che verrà adottata anche in futuro. La decisione è stata salutata da un lungo applauso dell’assemblea. In un primo momento, la senatrice calabrese di L’alternativa c’è (ex Movimento 5 stelle) era stata comunque ammessa alla seduta della Commissione Affari costituzionali convocata per le 14.30, al cui ordine del giorno c’è – tra le altre cose – l’esame del decreto legge 127/2021 che impone il certificato sul luogo di lavoro.

“Mi hanno fatto accedere, ma sono stata segnalata. Io comunque il green pass lo ho, ma è una questione di principio” aveva spiegato. Sin da questa mattina funzionari e commessi erano stati allertati per il possibile blitz. Al ristorante, i commessi – che ora non chiedono più il pass a chi arriva per il pranzo, essendo scattato il controllo agli ingressi – avevano disposizione di non far accedere alla sala la senatrice. “Se mi allontanano devono assumersi le loro responsabilità, perché il rischio è che la voce dell’opposizione rimanga inascoltata completamente, che decadano gli emendamenti e quindi gli ultimi baluardi di democrazia e di dibattito istituzionale, nelle sedi legislative, venga meno a colpi di decreto”, dice lei.

Il presidente della Commissione Affari costituzionali Dario Parrini (Pd) aveva momentaneamente sospeso i lavori in attesa di indicazioni da parte dell’Ufficio di Presidenza che si era riunito allo scopo. “Ho ricevuto una comunicazione ufficiale da parte dei questori sulla presenza in commissione di una senatrice che aveva violato il regolamento sul green pass. In accordo con gli stessi questori ho sospeso la seduta perché non si può lavorare quando viene violato il regolamento su un punto così importante come la sicurezza e la salute. Ora attendo le decisioni sulle modalità per riprendere i lavori”, ha spiegato. “Si tratta del primo caso da gestire di insubordinazione alle regole. Credo che nell’applicazione al primo caso poi ci sarà una prassi che impedirà in futuro il blocco dei lavori”. “Una senatrice ex M5s entra nella commissione Affari costituzionali senza voler mostrare il green pass e costringe il Presidente Dario Parrini a interrompere la seduta. Solidarietà al personale di Camera e Senato che in queste ore deve occuparsi di queste stupide provocazioni”, ha commentato su Twitter il capogruppo Pd Andrea Marcucci.

“Non entrerò con il Green Pass in Senato, non ho intenzione di esibire la tessera dell’obbedienza“, aveva annunciato su Facebook la parlamentare. “Quando sono fuori dal contesto parlamentare, per non pormi al di sopra delle regole che subiscono tutti gli altri cittadini, devo esibire il green pass e lo faccio, ma nel luogo deputato alla rappresentanza dei cittadini mi rifiuto di piegarmi a una distorsione del regolamento del Senato derivante da un decreto legge che è un atto unilaterale del Governo: ancora non è stato convertito in legge, il Parlamento lo sta discutendo in questo momento. Se per caso non mi fosse data la possibilità di entrare in aula sarà palese l’atto eversivo perpetrato ai danni dei cittadini privati del loro diritto alla rappresentanza”, scriveva. “Sono solidale con i manifestanti di Trieste e con i manifestanti di tutt’Italia che in questo momento sono l’unico baluardo di uno Stato di diritto che ci stanno negando e ci hanno negato attraverso leggi incostituzionali e autoritarie che non esistono in nessun altro Paese europeo”.

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