di Lucia Borroni

Plinio il Vecchio affermava che orsi e uomini, nel coito, si somigliano. Diversamente dalla maggior parte dei mammiferi, secondo Plinio, l’orso e la sua compagna si accoppiano faccia a faccia, guardandosi negli occhi.

Fuor di letteratura (e dentro i boschi), orsi maschi e orse femmine si ritrovano in primavera. Scelgono sempre le stesse aree. I rituali di corteggiamento, altalenanti tra seduzione e violenza, possono durare giorni o settimane.

Durante questo tempo, i due non si separano mai. Però la femmina non si nega il piacere di accoppiarsi anche con altri… e il maschio cerca di non perderla mai di vista. Giornate eccitanti, ed estenuanti. La forte libido dell’orsa femmina era stigmatizzata nel Medioevo: si riteneva che l’orsa partorisse i cuccioli piccoli e immaturi, così da potersi concedere nuovamente al maschio.

M49 e M57, due giovani maschi detenuti al Casteller di Trento, sedati, probabilmente castrati, non hanno mai conosciuto l’amore delle orse. Il 14 ottobre vi sarà l’udienza di merito del Consiglio di Stato sul ricorso presentato da alcune associazioni ambientaliste: un tentativo volto a dare almeno a M57 un futuro meno miserabile. M49, il mitico Papillon? Pare proprio ergastolo. Non dimentichiamoli.

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