Ospite della festa dell’Unità nazionale, in corso in questi giorni a Bologna, Romano Prodi ha risposto ad alcune domande sull’Afghanistan, sugli equilibri internazionali e sugli impegni che la politica si dovrà assumere per superare questa crisi.

“La Cina è silente – ha spiegato Prodi -, agisce e non lo manda a dire. Noi abbiamo la testa che in Cina ci siano logiche simili a quelle che determinano la nostra vita politica, ma la Cina è una cosa diversa, ha una struttura verticale, molto rigida. Loro guadagneranno dalla sconfitta dell’occidente, ma saranno prudentissimi, non con un ruolo attivo. Hanno 21 milioni di mussulmani, anche se pensiamo che siano pochi, loro hanno paura di un’infezione dall’esterno, quindi saranno prudenti”. E sul G20 straordinario proposto dal governo Draghi, il professore invita alla prudenza: “Sarà complicatissimo, ci sono paesi che tra di loro non parlano, come India e Cina, poi questi grand vertici internazionali sono importanti per scambi personali, ma non hanno possibilità di prendere decisioni concrete. Importante che inizi questo dialogo, non aspettiamoci soluzioni concrete”

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