Già una settimana fa Anthony Fauci, direttore dell’Istituto per le malattie infettive Usa e consigliere della Casa bianca, aveva dichiarato che probabilmente sarebbe stata necessaria la terza dose di vaccino anti Covid. Oggi il Washington Post scrive che l’amministrazione Biden annuncerà che è necessaria una terza dose di vaccino anti Covid per tutti gli americani per contrastare l’indebolirsi dell’immunità e la variante Delta.

Secondo fonti sanitarie, citate dal quotidiano, le autorità sanitarie federali ritengono infatti che sia necessario un richiamo dopo 8 mesi dalla vaccinazione completa. L’annuncio ufficiale dovrebbe arrivare entro questa settimana – secondo alcuni già domani – e l’avvio delle vaccinazioni con la terza dose non inizierà prima della metà, se non la fine di settembre, dopo l’attesa autorizzazione da parte della Food and Drug Administration. La conclusione sulla necessità del richiamo è stata raggiunta dopo un’intensa discussione tra i responsabili della squadra anti-Covid dell’amministrazione che ha analizzato i dati provenienti dagli Usa ed altri Paesi sull’efficacia di una terza dose. Israele ha già iniziato da diversi giorni e la terza somministrazione è prevista in Francia e Germania.

L’atteso annuncio costituisce quindi un cambiamento di posizione rispetto alle dichiarazioni fatte nelle scorse settimane riguardo al fatto che ancora era troppo presto per stabilire la necessità del richiamo. Già la scorsa settimana Anthony Fauci aveva fatto capire il cambiamento di posizione, affermando che “probabilmente” tutti avranno bisogno di un richiamo del vaccino anti Covid. “Credo che Delta abbia cambiato tutto“, ha detto una delle fonti citate dal Post, spiegando la preoccupazione per dati che mostrerebbero una diminuzione dell’efficacia del vaccino. Il richiamo, aveva dichiarato Fauci, dovrebbe avvenire “con lo stesso vaccino già usato in precedenza” e probabilmente servirà “in futuro” a tutta la popolazione e non solo ai soggetti fragili. L’esperto ha infatti spiegato che l’analisi sull’immunità data dai vaccini già somministrati viene fatta in tempo reale, “letteralmente settimanalmente”, osservando la durata nei diversi gruppi di popolazione suddivisi per età, sesso, salute e altri parametri, e “stiamo già vedendo in certi casi indicazioni di una diminuzione del tempo di protezione. Tuttavia – aveva specificato – al momento non vediamo la necessità di offrire dei richiami ‘booster’”.

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