Sono almeno 1.297 le vittime del terremoto di magnitudo 7.2 che ha colpito Haiti sabato scorso. Lo ha reso noto l’agenzia di protezione civile del paese che aggiornato anche il numero dei feriti che passano da 2.800 a 5.700. Ci sono poi, migliaia di persone sfollate dalle loro case distrutte o danneggiate. I sopravvissuti in alcune zone si rifugiano nelle strade o nei campi da calcio con i loro pochi averi recuperati mentre gli ospedali sovraccarichi si affrettano ad aiutare i feriti. La devastazione potrebbe presto peggiorare con l’arrivo della tempesta tropicale Grace, declassata per ora a depressione, per cui il governo ha diffuso l’allerta gialla.

La perturbazione si prevede raggiungerà Haiti già nelle prossime ore, portando probabilmente forti piogge, inondazioni e frane. Secondo il Centro nazionale degli uragani (Nhc) della Florida, ieri Grace ha perduto parte della sua forza ed è stato declassato da tempesta tropicale a depressione tropicale. Attualmente sta transitando su Porto Rico, dove si registrano piogge battenti nella regione occidentale del Paese. Il suo passaggio sulle province settentrionali di Haiti, indica l’ultimo bollettino del Nhc, avverrà oggi a fine giornata. La tempesta è accompagnata da venti fino a 55 km/h e da forti piogge che in determinate circostanze potranno provocare straripamento di fiumi, inondazioni e smottamento di terreno.

Secondo il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (Unicef) che opera in quel territorio da anni non si conosce ancora “la reale portata della devastazione causata dal terremoto. Ma i resoconti dei team e di altri attori sul campo descrivono una situazione di grave perdita. Molte persone sono rimaste uccise, compresi bambini, e diverse altre ferite. Innumerevoli vite sono state sconvolte e migliaia di case e imprese sono state danneggiate o distrutte” racconta la direttrice generale dell’Unicef, Henrietta Fore, sottolineando che “anche centri sanitari, scuole, ponti e altre strutture e infrastrutture essenziali, da cui dipendono bambini e famiglie, sono stati colpiti – in alcuni casi, irreparabilmente”.

Unicef sintetizza così le necessità prioritarie che si profilano adesso: “I bisogni umanitari nelle aree colpite sono elevati, poiché i servizi essenziali sono stati interrotti. Molte persone hanno urgente bisogno di assistenza sanitaria e di acqua pulita“.

Anche Save the Children sta lottando contro il tempo per rispondere ai bisogni più urgenti dei bambini e delle famiglie colpite. Sta verificando le maggiori necessità nelle aree interessate a Les Cayes e Grand-Anse per intervenire tempestivamente in base alle priorità. L’organizzazione non governativa che si occupa di contrasto alla mortalità infantile e la difesa dei bambini più poveri è presente ed opera ad Haiti dal 1978, fornendo programmi di nutrizione, educazione, sistemi igienico-sanitari e distribuzione dell’acqua potabile. L’organizzazione è intervenuta anche in risposta al terremoto del 2010 e dell’emergenza umanitaria causata dall’uragano Matthew nel 2016.

Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, “porge le sue sentite condoglianze alle famiglie delle vittime e al governo e al popolo di Haiti” e in una nota sottolinea come le Nazioni Unite stiano “sostenendo gli sforzi del governo per assistere le persone colpite dal terremoto e sono pronte a fornire ulteriore sostegno“.

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