“DURIGON FUORI DAL GOVERNO!” – FIRMA LA NOSTRA PETIZIONE SU CHANGE.ORG

Re-intitolare il parco cittadino di Latina, non più dedicato ai giudici antimafia Falcone e Borsellino, ma ad Arnaldo Mussolini, fratello del duce. Parole che “lasciano allibiti tanto da credere impossibile che siano state realmente pronunciate”, le ha definite Maria Falcone, sorella di Giovanni Falcone, il magistrato ucciso dalla mafia nel 1992. Eppure sono state pronunciate davvero, da un sottosegretario all’Economia, il leghista Claudio Durigon, mentre la sera del 4 agosto era sul palco di un comizio insieme a Matteo Salvini, pronto a prendere la parola. Per il M5s “non ci sono alternative alla sua uscita dal governo”, dice Eugenio Saitta, capogruppo della commissione Giustizia alla Camera. Anche secondo la deputata del Pd Alessia Morani, la presenza nel governo di Durigon è “un problema” perché la sua proposta ” è inaccettabile. Inaccettabile”. “Confidiamo che il presidente del Consiglio e il Consiglio dei Ministri prendano le distanze da questa proposta che non merita commenti”, aggiunge la sorella di Falcone rivolgendosi al premier Mario Draghi. Chi in due giorni non ha ritenuto necessario prendere le distanze o dire nulla è stato Salvini, che pure era presente sul palco.

“La storia di Latina è quella che qualcuno ha voluto anche cancellare, cambiando il nome a quel nostro parco che deve tornare ad essere quel parco Mussolini che è sempre stato. Su questo ci siamo e vogliamo andare avanti”, ha detto il sottosegretario al Mef parlando dal palco di Latina. L’intervento, che precedeva quello del leader Salvini dallo stesso palco, è stato pubblicato sul profilo fb ‘Lega Salvini Premier Lazio‘ e ha iniziato oggi a circolare sui social. Su Twitter, però, Durigon non ha rinnegato la sua proposta: “Mai e poi mai penserei di mettere in discussione il grande valore del servizio prestato allo stato dai giudici Falcone e Borsellino: ciò non toglie che è nostro dovere considerare anche le radici della città“. Il Parco Comunale di Latina ha cambiato nome ufficialmente nell’estate del 2017 assumendo quello di ‘parco Falcone-Borsellinò. Ma sin da allora, l’iniziativa nel capoluogo pontino aveva portato con sé uno strascico di polemiche: il giardino, infatti, era legato da molti decenni nell’uso cittadino al nome di Arnaldo Mussolini, fratello del duce, e il centrodestra si era opposto in Consiglio comunale ad un atto considerato “contro la storia della città”.

“La Lega lancia un messaggio grave e pericoloso con un atto del genere, anzi un doppio gravissimo messaggio: da una parte manifesta ancora una volta la volontà di archiviare il contrasto alla criminalità organizzata, cancellando i due eroi della lotta alle mafie nel nostro Paese, e dall’altra strizza l’occhio alla destra estrema in vista delle elezioni amministrative”, commenta il pentastellato Saitta. “Pensavamo che Durigon avesse toccato già il fondo quando, grazie a un’inchiesta di Fanpage, fu ripreso mentre millantava di aver influenzato la nomina di un generale della Guardia di Finanza chiamato a indagare sui 49 milioni di fondi pubblici della Lega. Nel servizio di Fanpage, Durigon afferma, tra le alte cose, che “quello che indaga della Guardia di Finanza […] il generale lo abbiamo messo noi“. I 5 stelle già a maggio aveva sottolineato l’inopportunità che Durigon conservasse la sua posizione al Mef, ma era stato poi il premier Draghi, in un intervento in Parlamento, a liquidare la questione allontanando l’ipotesi di dimissioni. “Ora, dopo l’ultima pessima sortita di Durigon, non ci sono alternative alla sua uscita dal governo”, conclude Saitta. Il presidente della commissione Antimafia, Nicola Morra, sottolinea come su quel palco ci fosse anche Salvini: “Durigon fa parlare di sé chiarendo quanto sia per lui importante il duce, tanto da preferire lo stesso a Falcone e Borsellino. Poi il suo leader gira con la mascherina con l’effigie di Borsellino“, scrive su Twitter.

Per il deputato Pd Carmelo Miceli “il leghista Durigon ha scelto di guardare alla campagna elettorale del capoluogo pontino, dove a ottobre si voterà per il nuovo sindaco, con lo sguardo rivolto al passato più buio del nostro Paese. Addirittura con la volontà di cancellare due tra le figure più alte e più amate dell’Italia: due magistrati che hanno dato la vita per tutti noi. Durigon si fermi e la smetta di ammiccare squallidamente al fascismo“. “Ripetiamolo insieme: per Durigon merita celebrazione pubblica il fratello di un dittatore fascista e non due giudici servitori dello Stato trucidati dalla mafia”, dichiara la senatrice del Pd Monica Cirinnà. “Una proposta indegna per un membro del governo che dovrebbe avere nella lotta alla criminalità organizzata una priorità. Direi che la misura è colma. Chiedo al premier Draghi, sulla cui onestà nessuno può sollevare dubbi, di rimuovere Durigon dal suo incarico. Per il bene del Governo che lui presiede e del Paese”, conclude Cirinnà.

A chiedere le dimissioni del sottosegretario leghista è anche Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana: “Il braccio destro di Salvini nel Lazio non dovrebbe stare nel governo Draghi da tempo, da ben prima della genialata di intitolare il parco Falcone/Borsellino a Mussolini, non avendo chiarito alcunché dei rapporti opachi con i clan di Latina”. “Fanno bene ad indignarsi i suoi colleghi di maggioranza – prosegue Fratoianni – ma potrebbero evitare di stupirsi solo ora. Oggi Durigon, ricordando le sue origini fasciste – conclude – ha semplicemente oltrepassato un altro limite“.

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