Se sul vaccino il centrodestra si divide, tra chi spinge per una rapida immunizzazione della popolazione (come ha fatto ieri il governatore ligure Giovanni Toti), chi chiede, più timidamente, ai cittadini di prenotare le proprie dosi e chi, come Giorgia Meloni e Matteo Salvini, evita l’argomento rimandando anche il proprio turno per la prima dose (strizzando l’occhio ai no vax) del Paese, una situazione simile si registra anche sul green pass. Anzi, sul tema del lasciapassare sanitario da estendersi anche a locali e mezzi pubblici, persino all’interno della Lega le dichiarazioni vanno in ordine sparso.

Salvini: “Green pass alla francese? Un casino totale” – Il leader del Carroccio, impegnato a rincorrere le posizioni oltranziste della sua alleata/rivale Giorgia Meloni – che, fuori dall’esecutivo, ha più libertà di manovra in tema di vaccini – ieri si è scagliato contro l’idea di un green pass alla Macron, definendolo un “casino totale”, e si è anche allineato al deputato di Fratelli d’Italia, Francesco Lollobrigida, improvvisandosi medico e sostenendo che per “i miei genitori” il vaccino è giusto e necessario, “ma nessuno deve inseguire mio figlio di 18 anni con una siringa”. Oggi, in un’intervista a Repubblica, torna a spingere a favore di chi non vuole ricevere il vaccino: “I dati dicono che l’85% dei deceduti ha più di 70 anni. E sotto i 60 il tasso di mortalità è inferiore all’1%. Va insomma completata l’opera egregia del generale Figliuolo, ma non se ne parla di imporre obblighi, specie ai più giovani. Dall’inizio della pandemia, i morti tra i 10 e i 29 anni sono stati 85, vale a dire lo 0,1%”. E ha aggiunto: “Mettiamo in sicurezza le persone da 60 anni in su, dai 40 ai 59 scelgano, per i giovani il vaccino non serve“. Una posizione che, però, contrasta con quella, più volte espressa, di limitare al minimo le chiusure di attività e servizi, anche perché una maggiore circolazione del vaccino significa aumentare il rischio di nuove varianti che al farmaco possono essere immuni. E sul green pass: “Se lo volessimo per tutti, al momento finiremmo a ottobre, facendo saltare la stagione e le vacanze. Sarebbe devastante. E inutile. Per andare a San Siro, con 50mila persone, o a concerti da 40mila, il green pass ha senso, ma sui treni pendolari no, per mangiare la pizza no. Mettiamo in sicurezza genitori e nonni senza punire nipoti e figli. E presto cambieremo il criterio sui colori delle regioni”.

Gli altolà di Garavaglia e Giorgetti – Il ministro del turismo, Massimo Garavaglia, esprime una posizione simile: “Inutile creare confusione intorno al green pass. Gli allarmismi sono dannosi per i cittadini, il Turismo e per tutta l’economia nel suo complesso. Il green pass ha senso solo per entrare in discoteca o allo stadio o per partecipare a grandi eventi, che prevedono una grande affluenza di pubblico”. Mentre Giancarlo Giorgetti, ministro dello Sviluppo Economico, mantiene una posizione in linea con quella del leader, ma più moderata, come suo solito. Ritiene necessario contenere i contagi con una diffusa campagna di vaccinazione, pur frenando la frenesia dei “rigoristi”. “Il green pass – ha affermato – è utile da usare in alcune situazioni, come per lo svago. Diventa pericoloso se lo associamo ai diritti delle persone“.

Fedriga: “Ben venga se permetterà di riaprire”… – Ma c’è chi, anche all’interno del partito, apre le porte al green pass pur di evitare nuove chiusure durante o dopo l’estate. È il governatore del Friuli e presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, che intervistato dal Corriere evita di definirlo “un casino totale” come Salvini, ma anzi dice: “Ben venga, se permetterà di riaprire gli stadi, le discoteche e i grandi eventi”. Nessuna posizione filo-Macron, comunque, al rigorismo di Parigi si preferisce la linea di Londra: vaccinazioni e riaperture, nonostante l’innalzamento dei contagi legati alla variante Delta. E nessuna esitazione sui vaccini: “Stanno funzionando molto bene contro la malattia grave e la media nazionale dei ricoveri è al 2%. In Friuli-Venezia Giulia abbiamo il dato più basso, nove pazienti nei reparti Covid e zero in terapia intensiva”. Non tentenna nemmeno quando gli viene chiesto come è possibile convincere la galassia no vax a sottoporsi al vaccino: “Non esiste una formula magica, c’è una campagna del governo e ci sono campagne mirate delle Regioni per raggiungere i soggetti a rischio. Noi stiamo inviando lettere agli over 60 che ancora non hanno aderito alla campagna vaccinale, spiegando perché è necessaria. Chi è contrario in assoluto difficilmente si lascerà convincere, ma c’è una fascia di indecisi ancora troppo condizionata dalle fake news. Qualcuno è venuto perfino a dirmi che bisogna isolare per qualche giorno i vaccinati perché sono portatori del virus. Occorre contrapporre la verità alle bugie“.

…poi la retromarcia: “Al ristorante è fuori luogo” – Parole che, come già successo in passato con altri governatori leghisti, sono state annacquate poco dopo. Parlando ai giornalisti nella tarda mattinata di lunedì, il presidente friulano si sposta sulle posizioni del suo leader, dicendo che “oggi il green pass può essere utile per aprire ciò che è chiuso. Il green pass al ristorante con i numeri che abbiamo mi sembrerebbe una scelta fuori luogo e incomprensibile. Dobbiamo usare equilibrio e portare con noi tutto il Paese, se creiamo una lotta fra bande in mezzo a una pandemia perdiamo tutti, indipendentemente dalle ragioni. Questa è una battaglia che si vince insieme, istituzioni e cittadini, cercando di evitare estremismi da una parte e dall’altra. Se la situazione dovesse peggiorare, le scelte potrebbero essere diverse, ma oggi non creiamo allarmismi inutili, usiamo la dovuta prudenza”.

Letta: “Salvini irresponsabile, non si scherza sui vaccini” – Nel pomeriggio ha detto la propria da Palermo anche il segretario Pd Enrico Letta, che ha attaccato Salvini per le sue parole del mattino. “Le vaccinazioni non sono un optional, quando sento e vedo Salvini che ride e scherza penso che questo atteggiamento sia completamente irresponsabile: non si scherza sulle vaccinazioni, non si scherza sulla salute. In quest’anno e mezzo troppi italiani hanno perso la vita, perché c’è stata poca attenzione su cose sulle quali si poteva probabilmente fare di più. Oggi abbiamo imparato la lezione, non facciamo errori: le vaccinazioni sono una priorità assoluta, invitiamo il governo a prendere iniziative stringenti“. Rispondendo a una domanda su un commerciante che ha vietato l’ingresso nel proprio negozio ai non vaccinati, e per questo ha subito minacce, Letta ha dichiarato: “Penso sia necessario su questo tema il più rapidamente possibile un quadro di certezze ai cittadini e agli esercenti. Per me questa è la cosa essenziale. Si facciano tutti gli esami necessari per capire come vanno le cose dal punto di vista sanitario, dopodiché si diano certezze. È importante che si mettano in campo regole stringenti e basate sulla necessità che la salute sia la priorità. La cosa peggiore da fare è lasciare un limbo in cui poi ognuno interpreta le cose come crede e questo poi scatena i peggiori istinti, e questa è la cosa peggiore che possa accadere”.

Renzi rompe l’asse: “Non vaccinarsi sotto i 40 anni è una follia” – Infine c’è Matteo Renzi. Il leader di Italia Viva, che su altre battaglie si è ultimamente schierato al fianco della Lega, ad esempio sul ddl Zan, questa volta torna in versione “macroniana” e si scaglia contro chi solleva dubbi sulla necessità di una campagna vaccinale più estesa possibile. “Non lo so e non mi interessa sapere se e quando si vaccinano Salvini, Conte o Meloni – ha detto a Rainews24Dire che non bisogna vaccinarsi sotto i 40 anni è una follia. Ho da sempre fatto una battaglia contro i no vax. Nella prossima settimana cresceranno i contagi a causa della variante Delta ma per chi è vaccinato il coronavirus diventa poco più di un’influenza”, ha detto in aperta contestazione con le dichiarazioni sia del leader leghista che degli esponenti di FdI. “Se sono favorevole al Green Pass? – ha poi aggiunto – Sì, se dobbiamo tornare in zona rossa voglio che ci vadano quelli che non si sono vaccinati. Uno che si è vaccinato perché deve essere bloccato?”. E infine ripete la sua posizione sull’obbligo vaccinale per alcune categorie: “Dobbiamo dare l’obbligo vaccinale almeno a due categorie, mondo sanitario e scolastico. Non so se ci sarà la forza di farlo, io lo avrei fatto”.

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