La Salernitana è in Serie A. La promozione l’aveva già conquistata due mesi fa sul campo. Ora è arrivata l’iscrizione. E non è stata una pura formalità, anzi: per superare l’ostacolo della multiproprietà di Claudio Lotito ci è voluta un’impresa ancora maggiore di quella sul campo. Il club granata passa a un trust, che avrà il compito di amministrarlo in maniera indipendente (dalla Lazio e da Lotito, si intende) e di venderlo in 6 mesi, quindi entro e non oltre la fine del 2021, pena l’esclusione dal torneo anche a campionato in corso. A queste condizioni alla fine è arrivato il sì della Figc di Gabriele Gravina, grande nemico di Lotito. E probabilmente non poteva essere altrimenti, visto che l’alternativa era una battaglia legale ed una serie infinita di ricorsi che avrebbe travolto tutto il calcio italiano. Infatti già si guarda oltre: rientrato (fino a prova contraria) il caso Salernitana, ora si vuole evitare che ricapiti, mettendo ordine nelle altre multiproprietà (cioè Napoli e Bari di De Laurentiis).

Di fronte alla prospettiva di una guerra con soli sconfitti, i grandi duellanti hanno preferito vincere tutti. La soluzione del trust non è perfetta, anzi. La stessa Covisoc, nella sua relazione finale con cui ha espresso il parere positivo su cui si è basato il voto del consiglio federale, ha confermato qualche dubbio, sottolineando che “quanto pervenuto fornisce riscontro solo parziale” e “il presente giudizio deve intendersi reso allo stato degli atti”. Il punto è quanto la Salernitana sarà davvero indipendente da un punto di vista politico ed economico dalla sua proprietà, cioè da Lotito e dal suo socio Mezzaroma.

La risposta è quanto basta a garantire la regolarità del campionato, o almeno così si augurano in Figc. Per garantirlo la FederCalcio comunque ha fatto la sua parte, bocciando il primo trust proposto da Lotito e pretendendo una serie di modifiche. Essenzialmente la riduzione dei poteri del “guardiano” che tutela gli interessi della proprietà e l’aumento di quelli del “trustee”, che rappresenta l’organo di indipendenza. E poi, soprattutto, numeri, garanzie e piani industriali sull’autonomia finanziaria del club, in grado di arrivare economicamente a dicembre 2021 senza dover bussare alla porta delle vecchia proprietà. “La Covisoc – si legge alla fine nel documento – è del parere che il piano della società è da considerarsi credibile e dà conto di una base previsionale di indipendenza economico-finanziaria almeno fino al 31 dicembre 2021”. Il parere specifica anche che la cessione di quota è avvenuta entro il termine del 25 giugno e i documenti successivi erano solo integrazioni, postilla che dovrebbe mettere al riparo la Federazione dall’eventuale ricorso del Benevento, che puntando al ripescaggio ha presentato una diffida. Dunque Salernitana è ufficialmente in Serie A.

Ha tenuto il punto Gravina, ma ha tenuto il punto pure Lotito, che è riuscito ad ottenere l’iscrizione della Salernitana senza venderla (e soprattutto svenderla, che era la sua principale preoccupazione, con l’obbligo di cedere il club in un tempo così breve). Di fatto quella del trust è una concessione che è stata fatta a Lotito, perché per quanto lui possa non avere più nulla a che fare nell’amministrazione del club nei prossimi sei mesi (e su questo la Figc promette di vigilare strettamente), il beneficiario ultimo della sua gestione e cessione era e resterà il patron della Lazio, quindi risulta difficile sostenere che non avrà alcun “controllo diretto o indiretto”, come prevedono le norme. Ma a questo punto era il male minore, probabilmente l’unica soluzione possibile. Anche e soprattutto a causa di una norma scritta malissimo, che la Federazione di Gravina ha ereditato dal passato ma non aveva fatto nulla fino a ieri per cambiare. Succederà adesso: nel consiglio odierno Gravina ha annunciato anche l’intenzione di presentare a breve, forse già prima di agosto, una nuova regola sulla multiproprietà. Erano state già vietate di recente, ma ora si vuole andare oltre, toccando anche le situazioni pregresse: cioè essenzialmente la coppia Napoli-Bari della famiglia De Laurentiis, una nuova bomba ad orologeria, la cui esplosione è stata solo rimandata dalle recenti difficoltà dei pugliesi in Serie C. Per disinnescarla, la Figc ha in mente di approvare nuove regole sulla necessaria indipendenza fra le proprietà dei club, per prevenire nuovi casi Salernitana, e di concedere un tempo massimo entro cui adeguarsi (e chissà come la prenderà De Laurentiis). Oggi, intanto, almeno si è chiuso questo caso. Difficile dire se abbia vinto Gravina o Lotito. Di sicuro ha vinto la città di Salerno.

Twitter: @lVendemiale

Sostieni ilfattoquotidiano.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra indipendenza e ci permette di continuare a produrre un giornalismo online di qualità e aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per il nostro futuro.
Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Quel “vaffa” a Paola Ferrari per difendere Donnarumma non era reato: Mino Raiola assolto dopo la richiesta danni da 5 milioni

next
Articolo Successivo

Trasferimenti irregolari di calciatori nigeriani minorenni, la Fifa sanziona lo Spezia: ‘Mercato fermo per 4 sessioni e 460mila euro di multa’

next