“La destra in realtà vuole perdere tempo, non vuole che la legge sia approvata e quindi qualsiasi cosa che può allungare il brodo per loro è naturalmente gradita”. Parlava così meno di un mese fa Ivan Scalfarotto, sottosegretario al ministero dell’Interno ed esponente di Italia Viva. Lo diceva in un video pubblicato sui suoi profili social il 10 giugno, dove chiedeva di approvare il ddl Zan senza modifiche. “Un pezzo del Senato, tra cui Faraone (di Italia Viva, ndr) sta cercando in buona fede di allargare il consenso” spiegava. Ma, proseguiva, “è un gesto di buona con il quale io francamente non concordo, perché la destra in realtà vuole solo perdere tempo. Quindi noi dobbiamo andare in Aula con la legge così com’è, anche perché il testo è frutto di compromessi fatti alla Camera, e altri compromessi sono difficili da immaginare”. Sono bastate però meno di 4 settimane perché la sua posizione cambiasse. Di fronte agli emendamenti di Italia Viva che vanno incontro alle Lega (e al Vaticano), oggi Scalfarotto cambia tono e in un’intervista a Repubblica parla di “sacrifici necessari” per “portare a casa la legge“.

Le modifiche proposte dai renziani vanno a sopprimere l’articolo 1, in modo che i motivi di discriminazione non sarebbero più quelli “fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere” ma quelli “fondati sull’omofobia o sulla transfobia”. All’articolo 7, quello riguardante le attività didattiche di prevenzione della violenza, sarebbe inserita la dicitura “nel pieno rispetto dell’autonomia scolastica“. Le variazioni avrebbero come prima conseguenza quella di far ripartire l’iter da capo, con un ulteriore passaggio a Montecitorio. E il risultato finale di affossare definitivamente la legge, così come chiedono la Lega e Fratelli d’Italia

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