L’Australia ha deciso di dimezzare il numero di voli provenienti dall’estero, nell’ambito delle misure per il contenimento della pandemia. Una decisione che, a ridosso della stagione delle vacanze, mette in difficoltà non solo i turisti ma anche i circa 34mila australiani che si trovano all’estero. In particolare la misura è concepita per allentare la pressione sulle strutture predisposte per la quarantena, nel momento in cui il paese sta fronteggiando il proliferare di diversi nuovi focolai.

“Si tratta della variante Delta”, ha detto il primo ministro Scott Morrison in una conferenza stampa tenuta poco fa. “Il ceppo è più contagioso e quindi stiamo cercando di adottare misure precauzionali per ridurre complessivamente il rischio”. L’Australia prevede quindi di accettare 3.035 arrivi internazionali ogni settimana, la metà rispetto al precedente limite di 6.070. La sola Sydney, la città più popolosa, accoglierà 1.505 arrivi settimanali.

Un alleggerimento delle misure di contenimento, fase due, è provisto solo quando la quota di popolazione vaccinata avrà raggiunto un livello ancora da definire. La successiva fase tre revede un allentamento dei vincoli per viaggiatori già vaccinati. Al momento 1,7 milioni dei 25 milioni di residenti del paese sono stati completamente vaccinati e 6,2 milioni, ovvero il 30% della popolazione, hanno ricevuto almeno un’iniezione. Livelli in crescita ma ancora bassi mentre diverse aree del paese sono ancora in lockdown.

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