Il dietrofront della Regione Lombardia sui richiami con vaccino diverso da Astrazeneca agli under 60? Ho solo chiesto chiarezza. La circolare del ministero della Salute si basava sul parere del Cts, che è un organo consultivo. Io ho chiesto il parere di Aifa, che è l’ente regolatore del farmaco. Una volta ottenuto il parere di Aifa, ho consentito il via libera della Regione Lombardia”. Così, ai microfoni de “Il caffè della domenica”, su Radio24, Letizia Moratti, vicepresidente della Regione Lombardia e assessore regionale al Welfare, spiega l’iniziale annuncio sulla sospensione cautelativa ai richiami eterologhi per le persone di età inferiore ai 60 anni, annuncio poi seguito da una marcia indietro.

Moratti ribadisce che la Lombardia potrebbe essere la prima regione italiana a raggiungere l’immunità: “In questo fine settimana sfioriamo la cifra di 7 milioni e mezzo di somministrazioni. Abbiamo toccato costantemente il valore di 100mila somministrazioni giornaliere, anche superandole. Abbiamo una percentuale del somministrato che è stabilmente sopra il 90%. Dando allora per assodato un target quotidiano assestato a 100mila somministrazioni, taglieremo il traguardo dell’immunità a fine luglio. Se potessimo aumentare le somministrazioni a 120mila al giorno, si potrebbe arrivare a questo importante traguardo il 10 luglio“.

La vicepresidente lombarda annuncia poi due progetti: “Il primo, a breve termine, riguarda la terza dose vaccinale. Ci stiamo attrezzando per un eventuale richiamo con un modello organizzativo che presenteremo la settimana prossima. Abbiamo già chiesto al ministro della Salute e al commissario all’emergenza covid di darci delle indicazioni precise per farci trovare preparati. Ci stiamo anche attrezzando per un progetto di ampio respiro. Sul lungo periodo, infatti, stiamo lavorando, come Regione e ci auguriamo che si impegni anche il governo, a un progetto per realizzare un centro per le malattie infettive, in grado di individuare eventuali nuove varianti o per poter affrontare future pandemie”.

Riguardo agli scenari economici nella sua regione e al futuro di Milano, Moratti osserva: “Dal primo trimestre del 2021 sicuramente la Lombardia è in recupero, ma i livelli pre covid sono davvero ancora lontani sia per la produzione, sia per il fatturato. Credo la Lombardia dovrebbe tornare ai livelli precedenti alla pandemia nel 2023, perché ha perso il 9,4% di Pil nel 2020, dato che è il più pesante in tutto il Paese, però ci aspettiamo rimbalzo positivo con +5,2 già quest’anno e un +4,5 per il 2022. Per quanto riguarda Milano, questa città è sempre stata capace di reinventarsi, di ripartenze. Da quale simbolo? Credo dalla cultura, dai teatri”.

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