Giuseppe Conte guarda con ottimismo alla prossima sfida in cui si lancerà per la guida del Movimento 5 stelle, su cui, assicura, “c’è molto entusiasmo e chi pensa che sia spaccato sarà sorpreso”. “Ci saranno organi collegiali nuovi ma non ricadremo nelle tradizionali forme di partito: saranno luoghi di confronto anche per la linea politica” annuncia in tv, ospite a DiMartedì su La7, sottolineando poi che “il M5s non sarà un partito moderato, ma parleremo anche ad un elettorato moderato. Saremo radicali nel perseguire un processo riformatore, non avremo veti pregiudiziali ma valuteremo con grande attenzione”. Il prossimo leader dei 5 stelle in questo ruolo si prepara anche a fare una proposta agli altri capi di partito: “Una riforma costituzionale che possa rafforzare il nostro sistema”. “Non è possibile che il sistema Italia sia affidato al singolo personalismo“, dice Conte a Giovanni Floris. “Qui c’è un problema di sistema, io mi sono confrontato in Ue con Rutte che era da dieci anni lì, la Merkel 15 anni. Noi abbiamo dei premier che si alternano. Lo sforzo fatto sul Recovery Plan da un premier che ha vita breve è stato enorme“, ricorda Conte.

Il recovery e Draghi – Proprio il Pnrr è uno dei temi toccati nel corso dell’intervista: “Siamo molto preoccupati perché nonostante i miliardi in arrivo e la semplificazione non stiamo rafforzando i principi di anticorruzione“, avverte Conte. Che poi precisa: “Con Draghi ci confrontiamo in modo leale“. Il Movimento 5 stelle “è leale”, ribadisce, “se mi conoscete un po’ non mi si può attribuire questo pensiero recondito, perché da parte mia e dei 5 stelle c’è lealtà innanzitutto verso la comunità nazionale prima ancora che verso l’attuale presidente del Consiglio”, dice Conte rispondendo ad una domanda su eventuali tentazioni – circolate nei retroscena – di ritirare la fiducia a Draghi durante il semestre bianco.

La crisi di governo Il leader in pectore dei Cinquestelle ripercorre anche la fine del suo mandato e il passaggio all’attuale governo: “Le ragioni della serenità con cui mi avete visto uscire da Palazzo Chigi sono state queste: ho sempre pensato che un eventuale Conte ter poteva realizzarsi a condizione di una forte investitura. Andare in Parlamento per fare promesse che non si poteva mantenere non aveva molto senso. E’ chiaro che a quel punto lì si cambia schema“, spiega. Tra i ‘responsabilì a sostegno del mio governo “non c’era solo Ciampolillo. C’era anche la Segre. Tutti i giornali, invece, hanno parlato solo di Ciampolillo…”, ricorda ancora Conte. “Una crisi come quella, uno stallo provocato per circa due mesi – evidenzia – ha fatto molto male agli italiani, ha acuito le sofferenze”. “E’ chiaro che questo ha predisposto le condizioni per un governo di unità nazionale. Non rispondere a questo appello da parte del M5s sarebbe stato un volgere le spalle agli italiani e per questo mi sono subito predisposto per far partire il nuovo governo“, racconta Conte.

Renzi – Un complotto? “A me i complotti non interessano. La questione è, hai voti, vai avanti. Altrimenti è meglio lasciare spazio ad altri soluzioni”, spiega poi l’ex premier, che sulla fiducia riposta in Matteo Renzi osserva: “Non sono mai stato sereno, un premier in piena pandemia non può esserlo. Se poi lui ha avuto sin dall’inizio un’agenda personale e partitica diversa da quella del sostegno al governo, fatti suoi”. “La mia maggiore qualità? Guardi adesso pubblicherò tutti i discorsi pubblici fatti e vi sorprenderete, c’è una continuità, non ho mi cambiato registro. Il contesto ti costringe a fare mediazioni ma la mia linea è sempre stata quella, Conte 1 e Conte 2“, spiega ancora l’ex premier.

Il Pd – “Guidare una nuova forza politica, rifondarla, è una sfida altrettanto delicata” a quella della guida di un governo “ma ho tanto entusiasmo. E vedrete che, voi che la descrivete come spaccata, vi sorprenderete. In queste settimane ho lavorato con loro e stanno arrivando già tantissime aspettative interessate a questo cambiamento”, assicura ancora Conte. L’etichetta del nuovo Movimento? “Ci saranno differenze con il Pd, perché avremo una chiara identità. Ci saranno dei punti di incontro e di divergenza, sicuramente avremo la possibilità di dialogare costantemente e di costruire un cammino”. Il nuovo M5s non sarà un partito moderato, ma “noi parleremo anche all’elettorato moderato, perché la riduzione delle tasse è un mio pallino… venire incontro alle piccole e medie imprese, agli autonomi, è il mio obiettivo”, afferma Conte.

Stop alla gogna mediatica – “C’è stata anche da parte di Di Maio una lettera in cui ha riconosciuto che la gogna mediatica non è di questo mondo, non apparterrà più al M5s. Lo confermo e l’ho confermato”, aggiunge rispondendo ad una domanda su Luigi Di Maio. “Rimangono tante cose, come i vecchi valori non negoziabili: la legalità, la lotta alle mafie, l’etica pubblica. Il M5s avrà sempre questo tratto distintivo anche nel nuovo corso: la responsabilità politica va distinta da quella giuridica“, sottolinea poi l’ex premier. Conte parla anche di Alessandro Di Battista: “Non perderemo la vena ecologista, proporremo una cultura ecologista. Per quanto riguarda l’ala movimentista Di Battista è tornato per la Colombia, quando tornerà ragioneremo insieme. Penso di poterlo ri-coinvolgere“.

Il doppio mandato – Oltre alle anime interne, il punto più spinoso che dovrà affrontare Conte resta quella del doppio mandato: “Non sarà nel nuovo Statuto. E’ un Codice Etico, subito dopo l’approvazione dello Statuto lavoreremo a riformulare quanto necessario per Codice etico e regolamenti. Affronteremo questo argomento”, risponde. Litigi? “Nel M5s ci sono sempre stati vivaci discussioni, a volte anche con qualche tratto di ingenuità. In altre forze politiche ci sono lotte di potere, quelle non sono sonore”, sottolinea Conte. “Non sono stato affatto incoronato, passerò dall’assemblea degli iscritti. Avranno tutti la possibilità di votare online, di esprimere consenso o dissenso rispetto a una candidatura che verrà presentata”, aggiunge. “Io lavoro già con i gruppi parlamentari da tempo… Coi gruppi 5 Stelle ho ottimi rapporti sia al Senato che alla Camera“, precisa in merito al suo rapporto con i gruppi pentastellati.

Meloni e Salvini? “A me non interessa la polemica, mi interessa sapere che proposte avranno Fdi e Lega“, prosegue Conte. Se l’ipotesi di Salvini e Meloni come due potenziali presidenti del Consiglio mi lascia indifferente? “Non mi lascia assolutamente indifferente. Con il nuovo M5s non ci saranno più ‘no’ pregiudiziali, lavoreremo per il bene dei cittadini“, aggiunge l’ex premier. Che poi sul referendum sulla giustizia appoggiato dalla Lega commenta: “I referendum sono sempre ben voluti, quello che mi sembra strano è che una forza politica al governo promuova il referendum. Così mi sembra un po’ propaganda, i referendum sono una cosa seria, ma noi stiamo già riformando la giustizia”.

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