L'”uguaglianza” come “pilastro della Carta” costituzionale e come “meta da conquistare”. E una “parità” tra uomo e donna non ancora pienamente raggiunta. Sono questi due dei principali argomenti affrontati dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante il discorso in occasione della cerimonia al Quirinale per il 75esimo anniversario della Repubblica.

“C’è un articolo, in particolare, della nostra Costituzione, quello sull’uguaglianza, che suggerisce una riflessione su quanto sia lungo, faticoso e contrastato il cammino per tradurre nella realtà un diritto pur solennemente sancito. – ha spiegato il Capo dello Stato – Questo principio, vero pilastro della nostra Carta, ha rappresentato e continua a rappresentare una meta da conquistare. Con difficoltà, talvolta al prezzo di dure battaglie”. Un cammino che, ha specificato, per molti aspetti è “ancora incompiuto“. Gli esempi fatti da Mattarella sono diversi: “Penso alle differenze economiche, sociali, fra territori. Penso alla condizione femminile, all’impegno delle donne per una effettiva affermazione del diritto all’uguaglianza”.

Il presidente della Repubblica ha quindi citato alcune norme che oggi possono risultare inconcepibili, come quella che precludeva alle donne l’accesso a molti uffici pubblici, o quella che ha sancito il diritto di voto alle donne, arrivata solo nel 1946. Tuttavia, ha continuato, “non siamo ancora al traguardo di una piena parità” tra uomo e donna. “Soprattutto riguardo alla condizione delle donne nel mondo del lavoro, al loro numero, al trattamento economico, alle prospettive di carriera, alla tutela della maternità, alla conciliazione dei tempi – ha concluso – Permangono disparità mentre cresce l’inaccettabile violenza contro di loro”.

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