Non è finita con il ritorno a casa, l’8 maggio scorso, la disavventura della coppia italiana rimasta bloccata in India per una settimana dopo la positività al Covid della donna, volata nel Paese con il marito per un’adozione. Oggi, spiega Simonetta Filippini a La Nazione, a preoccupare sono le condizioni di salute di suo marito Enzo Galli, 42 anni, anche lui positivo. “Enzo è molto grave e spero l’ospedale autorizzi l’utilizzo del plasma iperimmune. So che non è una terapia prevista nel protocollo sanitario per i malati di Covid ma vorrei provare. Enzo si è indebolito troppo e temo per la sua vita”, ha raccontato lanciando così un appello ai sanitari del reparto di terapia subintensiva di Careggi, a Firenze.

La coppia, originaria di Campi Bisenzio, alle porte del capoluogo toscano, non ha fatto in tempo a tirare un sospiro di sollievo dopo il ritorno dall’India insieme alla piccola Mariam, 2 anni, che il coronavirus è di nuovo tornato a rappresentare una seria minaccia. L’8 maggio, atterrati all’aeroporto di Pisa con il volo umanitario possibile solo grazie a una raccolta fondi sul web, la 45enne è stata subito trasferita al reparto di malattie infettive al policlinico di Careggi, la piccola Mariam al Meyer ed Enzo in subintensiva perché anche loro due, nel frattempo, erano risultati positivi al coronavirus. Proprio l’uomo aveva già contratto il Covid in India, ma per la paura che il suo ricovero a New Delhi comportasse il ritorno di Mariam in orfanotrofio ha resistito il più possibile e sottovalutato i sintomi: “Il dottor Filippo Pieralli – insiste Filippini – è d’accordo nel tentare l’utilizzo del plasma iperimmune e confido che l’azienda ospedaliera faccia quanto prima la richiesta per attuare questa cura. Ho chiamato l’ospedale di Pavia e sarebbe disponibile a fornire questo plasma, so che è già stato utilizzato negli ospedali di Pistoia e Prato“.

In questo momento, il primo obiettivo dell’équipe medica che segue il caso di Enzo è quello di riuscire a riattivare i suoi polmoni che, al momento, riescono a funzionare solo con l’ausilio dei macchinari, ma il quadro clinico, si legge, è ancora molto critico, con il 42enne che ha costantemente bisogno di ossigeno e viene alimentato col sondino, condizione che lo ha ulteriormente indebolito. “Ringrazio i medici e gli infermieri che si stanno prendendo cura di Enzo e di tutti i malati di Covid. Confido in loro e prego che possa tornare a casa”, ha concluso la donna.

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