Polemica a “Otto e mezzo” (La7) tra il giornalista Luca Telese e il vicedirettore de La Verità, Francesco Borgonovo, sulla tassa di successione proposta dal segretario del Pd Enrico Letta.
Telese difende l’iniziativa dem, sottolineando anche l’errore nella replica contrariata del presidente del Consiglio Mario Draghi.
Di avviso opposto è invece Borgonovo: “Trovo inaccettabile e un po’ ridicola questa proposta di Letta. Lungi da me difendere i ricchi, anche perché non lo sono, quindi non ho nessun interesse a difendere categorie diverse dalla mia. Se conoscete un po’ il valore degli immobili a Milano, una casa di 100 mq è un attimo che abbia valore intorno ai 600-700mila euro. Quindi, stiamo parlando anche di un poveraccio che, lavorando per una vita, si è comprato una casetta al mare. Non parliamo di ricchi sfruttatori, ma della classe media“.

Telese insorge: “Non stiamo parlando di classe media. Questa proposta di tassare la rendita, cioè quello che tu regali a chi non ha lavorato, non è che viene da Bolivar o da Che Guevara o dal subcomandante Marcos. Viene dai grandi ricchi americani, i quali sostengono che il talento vada premiato. Quindi, se tu regali un milione di euro a tuo figlio, pagare il 4% è normale. Se regali 5 milioni di euro, ma vivaddio che paghi il 20%, perché è il meno che paghi in tutta Europa. In Francia, in Germania, in Spagna i ricchi pagano molto di più“.
“Lì non c’è la stessa pressione fiscale che abbiamo in Italia”, replica Borgonovo, che cita il senatore dem Andrea Marcucci, contrario alla proposta di Letta.

“Borgonovo, allora tu sei ricco – commenta Telese – Marcucci è ricco e difende i suoi interessi”.
“Luca, non fare il comunista ottocentesco che non sei“, risponde Borgonovo.
“Ma no, è che esiste la rappresentanza dei propri interessi”, ribatte Telese.
Lo scontro va avanti per diversi minuti e Borgonovo ribadisce: “Non è il momento di alzare le tasse né ai poveri, né ai ricchi, perché purtroppo anche i ricchi hanno diritto di cittadinanza“.
E Telese chiosa: “Borgonovo onestamente fa la sua battaglia ideologica da uomo di destra, cioè dice: ‘Io difendo i privilegiati perché sono ideologicamente contro le tasse’“.

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