“A Milano si mangia con il cappotto e io esco dal ristorante col mal di pancia”. Gianfranco Vissani torna all’attacco contro le misure restrittive stabilite dal governo per contenere i contagi in questa fase cruciale della gestione della pandemia di Covid e lancia una stoccata al provvedimento, attuato finora, che stabilisce di poter mangiare nei ristoranti soltanto in zona gialla e solo nei tavoli all’aperto. Una scelta, quella dell’esecutivo guidato da Mario Draghi, dettata dal fatto che i rischi di contrarre il virus diminuiscono sensibilmente se si è all’aria aperta, come è stato accertato da diversi studi scientifici.

A Milano per girare uno spot, lo chef di Casa Vissani di Baschi, in Umbria, dice all’Adnkronos che il suo dolore allo stomaco dipende dal freddo che ancora fa nel capoluogo lombardo, cosa non ottimale se si intende mangiare all’aperto, ma anche dal fatto che “al Governo non hanno capito che, dopo 14 mesi di chiusure, servono i ristori. Non hanno idea – aggiunge – di cosa significhi gestire un’impresa di famiglia”.

Lo slittamento del coprifuoco dalle 22 alle 23? Dovrebbero farlo partire perlomeno dalle 24 in poi e soprattutto consentire che si possa cenare all’interno dei locali. Il mio ristorante, ad esempio, è certificato ‘Nasa’ e ha un sistema di aerazione che crea una bolla attorno al cliente, il quale, se fosse positivo al Covid, non potrebbe trasmetterlo. Perché non posso restare aperto dato che offro anche questa garanzia?”.

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