di Aiel, Associazione italiana energie agroforestali

In occasione del vertice tra leader politici svoltosi durante la Giornata mondiale della Terra, il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha annunciato l’obiettivo di azzerare le emissioni di gas serra al 2050 e di dimezzarle entro il 2030. La missione è scongiurare gli effetti dei cambiamenti climatici e contribuire alla creazione di posti di lavoro. “Siamo entrati nel decennio decisivo per evitare il disastro collettivo: i segnali sono inequivocabili, la scienza è incontrovertibile e il costo dell’inazione continua a salire” ha spiegato il Presidente Usa.

Biomasse, alleate nella lotta al cambiamento climatico

Un contributo nella lotta al cambiamento climatico causato dai gas effetto serra, CO2 in particolare, può venire dalle fonti rinnovabili e carbon neutral tra cui, all’interno di un mix energetico intelligente, sono ricomprese anche le biomasse legnose. Caratteristica delle biomasse è che, grazie alla gestione forestale sostenibile, le piante possono garantire il riassorbimento delle emissioni di carbonio prodotte durante l’uso energetico. Nel caso dei combustibili fossili, invece, si verifica il rilascio in atmosfera di anidride carbonica fissata nell’arco di ere geologiche, massicciamente reimmessa nel sistema senza che questo sia in grado di riassorbirla.

L’analisi del ciclo di vita

Certamente taglio, trasporto e lavorazione del legname sono operazioni che consumano energia, come la costruzione degli impianti di conversione energetica. Per questo occorre considerarne l’intero ciclo di vita: dalla raccolta di materia prima alla gestione al termine della vita utile passando per le fasi di fabbricazione, distribuzione, trasporto e utilizzo. Seguendo questo metodo, le emissioni di CO2eq per i combustibili fossili, a parità di energia prodotta (MWh), risultano molto superiori a quelli legnosi. L’uso di biomasse legnose per la produzione di calore consente di ridurre le emissioni di CO2eq tra l’89% e il 94% rispetto ai combustibili fossili tradizionali (Eltrop, Ludger, 2018).

I benefici socio-economici

Utilizzare le biomasse per il riscaldamento comporta anche benefici socio-economici per i territori, soprattutto nelle aree marginali o montane quando innesca filiere locali di approvvigionamento del biocombustibile legnoso. Uno studio condotto in Austria (Austrian Energy Agency, 2015) ha rivelato che per riscaldare una casa con il legno sono necessarie 23 ore di lavoro locale all’anno, mentre con i combustibili fossili bastano 3 ore/anno nel caso del gasolio e 1,5 ore/anno per il metano.

Il problema delle emissioni di polveri sottili

La criticità principale del riscaldamento a biomasse sono le emissioni di particolato. Dopo il trasporto su strada e l’agricoltura, la combustione domestica di legna e pellet è la terza fonte emissiva di particolato: un problema che richiede l’impegno del settore, dei cittadini e delle istituzioni per essere affrontato. Per questo Aiel, l’associazione italiana delle imprese della filiera legno-energia, ha messo in campo la strategia “Rottamare ed educare”, descritta nell’omonimo libro bianco dedicato al futuro del riscaldamento a biomasse.

La strategia per ridurre del 70% in dieci anni le emissioni di particolato del settore

“La nostra strategia punta a ridurre del 70% in dieci anni le emissioni di particolato del settore – spiega Annalisa Paniz, Direttrice Affari Generali di Aiel – in primis attraverso la sostituzione di stufe e apparecchi obsoleti con sistemi a legna e pellet efficienti caratterizzati da emissioni da 4 a 8 volte inferiori rispetto alle tecnologie più datate” (Casiraghi, 2019). Gli apparecchi a legna e pellet installati da più di 10 anni sono circa 6,3 milioni (70%), e contribuiscono all’86% del particolato prodotto dalla combustione di biomassa (Aiel, 2020).

Per raggiungere l’obiettivo, è necessario migliorare gli incentivi già esistenti, come il Conto Termico, che va confermato per il settore residenziale privato e potenziato, non in termini di budget, ma di semplificazione del meccanismo di accesso all’incentivo. A questo deve aggiungersi anche un’estesa azione di informazione e sensibilizzazione degli utenti finali, in particolare di chi utilizza legna da ardere, per informare i consumatori sugli impatti della combustione e far conoscere le modalità di corretto utilizzo dei generatori, le norme di installazione, i controlli previsti e gli obblighi a cui adempiere.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra indipendenza e ci permette di continuare a produrre un giornalismo online di qualità e aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per il nostro futuro.
Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Successivo

Recovery, nel Pnrr addio all’economia circolare: trionfa la strategia cara all’industria

next