Nella Capitale lo scorso anno più di 7.400 persone si sono aggiunte alle 40mila già prese in carico dalle parrocchie, con un boom tra aprile e maggio. Qui l’intervento principale ha riguardato gli aiuti alimentari, attraverso pacchi alimentari e buoni spesa (nel 62% dei casi) o accesso agli empori della solidarietà (30%). Fortissimo l’aumento di richieste da parte della comunità filippina: oltre 1.200 persone in più a fronte delle circa 660 assistite stabilmente nel 2019, perché tanti lavoratori domestici e badanti che vivevano nelle case degli assistiti si sono trovati senza reddito e senza una sistemazione stabile. Ma in circa 600 casi è stato attivato anche il fondo anticrisi per la copertura di piccole spese domestiche, dagli affitti alle rate del condominio. A giugno, con una donazione di 1 milione di euro del Papa a cui Regione e Comune di Roma hanno aggiunto altrettanto, è stato creato un altro fondo (“Gesù divino lavoratore”) che fa il paio con il San Giuseppe della Caritas ambrosiana: l’obiettivo è non solo sostenere le famiglie con un contributo fino a 600 euro al mese, ma anche offrire orientamento e quando possibile attivare percorsi di tirocinio o sostegno a microprogetti lavorativi. Nonostante la fase complicata, in qualche caso la ricollocazione è già andata in porto, raccontano da Caritas Roma: alcuni lavoratori della ristorazione lasciati a casa alla scadenza del loro contratto hanno trovato impiego in una catena di panetterie.

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