“Vi chiedo di valutare immediatamente in fase cautelare un ruolo diverso al di fuori della struttura ospedaliera, in quanto da troppo tempo l’azione diffamatoria e lesiva continua imperterrita mettendo in cattiva luce chi da anni lavora per la salute dei ferraresi”. È una richiesta di allontanare un dipendente dal luogo di lavoro rivolto a una cooperativa di servizi che ha diversi rapporti economici con il Comune di Ferrara. La richiesta arriva, via posta elettronica, dal vicesindaco del Comune stesso, il leghista Nicola ‘Naomo’ Lodi. Lodi scrive al presidente della cooperativa per lamentarsi di una persona che lavora nell’ospedale cittadino e che in più occasioni avrebbe criticato e offeso l’esponente della giunta di Alan Fabbri.

Le offese risalgono, così come la missiva, all’inizio del maggio 2020. Oltre a chiedere l’allontanamento, Lodi ha anche querelato il suo detrattore e al momento siamo in fase di richiesta di rinvio a giudizio per diffamazione aggravata. Tornando alla e-mail, il vicesindaco sottolinea che “tutto ciò è necessario per mantenere sereni rapporti collaborativi con la vostra cooperativa e che vogliamo non vengano meno per colpa di una persona di questo genere. Spero in una soluzione veloce e decisiva”. La lettera, una volta resa pubblica, ha scatenato l’indignazione delle opposizioni in consiglio comunale, con il Partito democratico che si chiede se il sindaco Fabbri abbia assegnato al suo vice la “nuova delega ‘dell’assessorato alle intimidazioni’ senza renderlo noto”. I dem fanno notare che Naomo “ha utilizzato il suo ruolo amministrativo per chiedere di punire un dipendente esclusivamente per la sua espressione politica da libero cittadino: un fatto che non ha precedenti in questa città. Lasciando peraltro intendere conseguenze sui rapporti di lavoro se ciò non fosse avvenuto”.

Alla luce di questo il Pd chiede al sindaco di “togliere tutte le deleghe assegnate a chi non è in grado di svolgerle con onore e dignità”. Intanto sul fatto è già stato depositato un esposto da parte di Anna Ferraresi, ex consigliera leghista entrata nel gruppo misto, che chiede alla procura di Ferrara di valutare le ipotesi di reato di “tentata concussione o, quantomeno, l’induzione indebita. Ferraresi si domanda a questo punto “cosa aspettino l’autorità giudiziaria e il ministero dell’Interno a intervenire, anche commissariando il Comune, visti i metodi che in più occasioni e in modo reiterato vengono denunciati”. Il controcanto arriva dall’avvocato di fiducia di Lodi, Carlo Bergamasco, che vuole rassicurare sulla natura non intimidatoria della missiva e rammenta che “il rapporto tra il Comune e la Cooperativa consegue a precisi atti amministrativi (bandi, gare, aggiudicazioni, determine etc.)” sui quali il suo assistito “non ha e non reclama alcun potere”.

Dal canto suo ‘Naomo’ interviene prima su Facebook e poi in consiglio comunale parlando di “solita macchina del fango della sinistra ferrarese” e annuncia querele. Nella sua autodifesa, però, Lodi smentisce il suo stesso legale parlando dei rapporti che intrattiene con la cooperativa: “Potevo tranquillamente non rinnovare il contratto, potevo rifare una gara d’appalto, potevo scegliere altre cose, ma ho confermato questa cooperativa che ha col Comune di Ferrara un rapporto splendido”.

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