Dapprima aveva assunto le sembianze di un mistero, ai vertici dell’Azienda sanitaria del Trentino. Perché il dirigente dottor Enrico Nava si era dimesso senza nessuna motivazione ufficiale, salva generiche “ragioni personali”. I vertici della struttura sanitaria ne avevano preso semplicemente atto, non accennando nemmeno i ringraziamenti di prammatica. La notizia era stata data dal direttore generale dell’Apss, Pier Paolo Benetollo. Ma dietro quella semplice presa d’atto c’era dell’altro e la questione personale in realtà era anche pubblica. La conferma nell’incarico di Nava da responsabile del Servizio dell’Integrazione socio sanitaria era del dicembre scorso e nulla faceva presagire un suo addio dal ruolo (ma non dal posto di lavoro). Come dirigente sedeva anche nel Consiglio di direzione dell’Azienda e coordinava le attività legate alla promozione dell’integrazione socio-sanitaria dei servizi a favore di persone che necessitano sia di prestazioni sanitarie che di prestazione sociale.

Le dimissioni hanno anticipato di poco la bufera causata dalla notizia che la moglie di Nava è stata vaccinata dal Covid il 5 gennaio scorso, quando erano a disposizione le prime dosi, destinate però al personale sanitario e agli anziani delle Rsa. Alma Chiettini, che ha 60 anni, fa invece un lavoro che nulla ha a che vedere con la sanità. Fino a qualche anno fa è stata giudice del Tribunale amministrativo regionale, in quanto individuata nella quota dei giudici scelti dal consiglio provinciale. Alma Chiettini era una dirigente del consiglio provinciale di Trento. Poi si era candidata per sostituire il giudice dimissionario Stelio Iuni. Non fu una nomina priva di polemiche, visto che qualche consigliere aveva sollevato dei dubbi sul fatto che il nuovo giudice provenisse dall’interno dell’amministrazione provinciale, mentre si sarebbe dovuto salvaguardare la distinzione tra potere politico-amministrativo e potere giudiziario. Il consigliere Mauro Bondi aveva parlato del rischio di una “burocrazia elettiva”, considerando che Alma Chiettini, “pur essendo una persona imparziale” avrebbe potuto apparire non tale agli occhi dell’opinione pubblica, in quanto dirigente di quel consiglio che la stava eleggendo alla carica di giudice amministrativo. Era poi stata eletta con 16 voti su 30 votanti. Attualmente Alma Chiettini è giudice della Commissione tributaria di secondo grado di Trento.

Una dura dichiarazione sulla vaccinazione di favore è venuta dall’assessore provinciale alla salute, Stefania Segnana, che ha ricostruito la vicenda. “Nella serata del 26 marzo sono stata informata della vaccinazione anti Covid 19 somministrata il 5 gennaio alla consorte del dott. Enrico Nava che ha confermato l’accadimento alla Direzione dell’Azienda provinciale socio sanitaria ed ha manifestato l’intenzione di dimettersi dall’attuale incarico. Il direttore generale dott. Benetollo mi ha comunicato la sua intenzione di istituire nella giornata di lunedì 29 marzo una Commissione d’indagine interna che ascolterà formalmente il dott. Nava e ricostruirà la dinamica dei fatti inerenti la prima e la seconda vaccinazione della sua consorte”. Giudizio finale: “Ho manifestato tutto il mio sconcerto per quanto è emerso e l’amarezza per questo comportamento che offende tutti coloro che sono impegnati nella campagna vaccinale e quelle categorie fragili e/o più esposte al possibile contagio che attendono pazientemente il loro turno. Ho domandato al dott. Benetollo di applicare al termine dell’indagine dei provvedimenti disciplinari esemplari”.

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