Una nuova accusa di molestie sessuali ha travolto nelle ultime ore il governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo. A puntare il dito contro l’atteggiamento molesto del politico, questa volta, è una sua assistente, Alyssa McGrath, 33 anni, che ha raccontato quanto subito al New York Times. Si tratta dell’ottava donna che accusa il governatore di molestie.

Secondo quanto riporta il giornale newyorkese, McGrath ha raccontato che Cuomo chiamava lei e la sua collega “mingle mamas“, cioè “donne pronte a socializzare”, facendole diverse domande personali sulla propria situazione sentimentale: perché non avesse la fede al dito, lo status del suo divorzio. Non solo. Secondo la 33enne, il governatore faceva anche apprezzamenti, in italiano, e le guardava dentro la camicetta, commentando la collana che portava. Molestie “senza contatti fisici“, come scrive il New York Times, che si traducevano in chiacchierate-flirt con commenti personali. La ragazza ha raccontato inoltre di un comportamento simile tenuto con una sua collega. In quest’occasione le molestie non sono state “a parole”: Cuomo l’avrebbe invitata nella sua residenza, palpandole il seno, raccomandandosi di non parlarne con nessuno.

Sono diverse le donne, comprese ex ed attuali assistenti, che hanno accusato il governatore di commenti e comportamenti inappropriati, compresi contatti indesiderati e avance sessuali, ma Cuomo ha sempre negato ogni cosa. Dal canto suo, scrive il New York Times, l’avvocato di Cuomo in merito alle accuse mosse da McGrath ha commentato che “il governatore saluta uomini e donne con abbracci e baci sulla guancia, sulla fronte o sulla mano” e che “sì, ha fatto fotografie con il braccio intorno a loro” e che “sì, usa frasi italiane come “ciao bella”, ma che nulla di tutto questo “è degno di nota”, aggiungendo che “non ha mai fatto nulla di inappropriato”.

Gli scandali di molestie sessuali che hanno travolto Cuomo, con l’ultima accusa pubblica lanciata solo una settimana fa da una giornalista del NY Mag, il magazine del New York Times, hanno spinto molti leader democratici, come Chuck Schumer, a chiedere le sue dimissioni. La richiesta, inviata con una nota congiunta, è stata fatta anche dalla senatrice Kirsten Gillibrand, in segno di solidarietà alle “donne coraggiose” che si sono fatte avanti.

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