Continuano a fioccare le dichiarazioni dei costruttori automobilistici che annunciano addii più o meno drastici, nel prossimo futuro, ai motori endotermici. Questo significa, nel caso di Audi, che non c’è una effettiva “scadenza” per la produzione e vendita di veicoli con motori tradizionali: di certo non ci saranno più investimenti sullo sviluppo di nuove motorizzazioni diesel e benzina, ma degli adattamenti che le renderanno via via più aderenti agli standard di emissioni che saranno imposti a livello europeo.

Markus Duesmann, amministratore delegato della casa di Ingolstadt, ha specificato che a pesare su questa decisione sarebbe proprio l’entrata in vigore della normativa sui motori Euro 7, che l’Ue prevede di rendere effettiva a partire dal 2026. Quelli che verranno sono nuovi e più restringenti limiti alle emissioni inquinanti, per i quali non verrà fatta distinzione tra mezzi pesanti e veicoli leggeri, e ancora, si doterà di un protocollo unico per tutti gli stati membri dell’Unione, così da uniformare le restrizioni, senza possibilità di deroghe.

La scelta di rinunciare ad aggiungere, in gamma, nuove motorizzazioni a combustione interna servirà ad Audi per focalizzarsi sempre più sulla mobilità elettrica: l’obiettivo fissato per il 2025 è, infatti, il lancio di 20 nuovi modelli di EV. Tra questi ci sarà anche il suv compatto Q4 e-tron, che secondo quanto dichiarato da Duesmann, dovrebbe posizionarsi in una fascia di prezzo più accessibile rispetto a quelle degli altri due modelli a batterie della casa, il suv e-tron e la berlina sportiva GT.

L’annuncio della casa degli anelli, del resto, è in linea con quanto stabilito anche nel piano strategico del gruppo Volkswagen, che ha ribadito l’impegno verso l’elettrificazione con investimenti per 46 miliardi di euro nei prossimi cinque anni, e che prevede, entro il 2021, la vendita di un milione di auto a batterie. Gli investimenti riguarderanno principalmente lo sviluppo di hardware, software, batterie e ricarica: dal 2023, infatti, Volkswagen introdurrà una cella unificata per ridurre il costo delle celle batteria, che si stima sarà utilizzata dall’80% dei veicoli BEV del gruppo entro il 2030. A supporto di questo piano, sono previste ben 6 gigafactory europee da realizzare entro dieci anni.

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