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10 Marzo 2021

Ultimo aggiornamento: 17:16 del 10 Marzo 2021

A sentire i senatori che reclamano priorità per il vaccino, provo un senso di nausea

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di Claudia Di Maio

C’era un tempo in cui la gente urlava dai balconi “ce la faremo”, in cui i più generosi si offrivano di fare la spesa per condomini interi, in cui medici si auto isolavano dai propri familiari per evitare di contagiarli, in cui volontari andavano in giro a distribuire pasti gratuiti e in cui anziani sacrificavano la loro stessa vita cedendo il casco Cpap a qualcuno più giovane che ne aveva bisogno. Eravamo uniti nella disavventura e da un governo attivo, vicino e che dava il buon esempio… unione dissolta dall’imminente ascesa del Dio denaro.

Così tutto è cambiato. Nessun governo che ci rende partecipi di intenti e risultati ufficiali mettendoci la faccia, eroi d’Italia relegati all’ombra e quasi tutta l’informazione ridotta a gossip e propaganda. Siamo bersagliati da un coacervo di titoli celebrativi del “Governo dei Migliori”… una cacofonia di opinioni – non dati di fatto – sul premier silenzioso, peculiarità adesso ammirata e definita addirittura rispettosa dall’informazione, che – per natura – la dovrebbe contestare a gran voce.

Come si può parlare di unità in un governo dove un Presidente del Consiglio opera da solo e con una cerchia stretta di fidati lasciando i cittadini in pasto alla propaganda scellerata dei partiti?

Stiamo assistendo al via libera del degrado, dove “ognuno pensa per sé e Dio Draghi per tutti” (ma non al popolo). E così i morti diventano numeri in nome della preminente economia, gli imprenditori – prima usati per bersagliare il vecchio governo – rimangono ad aspettare i Ristori (scusate, i Sostegni) che ritarderanno perché il ministro Franco ha deciso che la piattaforma dell’Agenzia delle Entrate debba essere sostituita e nel frattempo il popolo spera che la campagna vaccini prosegua senza intoppi che ovviamente sono arrivati.

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È proprio su questo che avverto un senso di nausea. Mentre la gente muore, soffre e dispera per piattaforme di prenotazione del vaccino mal create, altri urlano “tocca anche a me!” e a farlo sono anche e soprattutto quelle categorie, come senatori e magistrati, che più di ogni altro cittadino dovrebbero dare l’esempio del rispetto delle regole.

Molte delle motivazioni fanno leva sull’appartenere ad attività essenziali, allora che dire di edicolanti, commercianti di generi alimentari, librai, parrucchieri, giocattolai e tutti quei lavoratori in settori che sono rimasti aperti anche durante il lockdown? A ragionare come questi “signori” che ne reclamano il diritto (vergognosamente già in parte concesso) sono veramente pochi quelli che non avrebbero la priorità al vaccino.

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Si parla spesso della terza ondata, ma forse ne stiamo trascurando una quarta, quella dell’opportunismo e dell’egoismo, che il precedente governo – con la grande dignità che lo caratterizzava – l’avrebbe tenuta a bada.

Mi resteranno comunque nel cuore quei mesi in cui la coscienza del paese aveva permeato l’aria ancor più del Covid. Come scrisse J. R. R. Tolkien “ho scoperto che sono le piccole cose, le azioni quotidiane della gente comune che tengono a bada l’oscurità. Semplici atti di gentilezza ed amore” Gandalf, il Signore degli Anelli.

___________________________

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  • 23:24 - Basket, Olimpia Milano campione d'Italia: è il 32° scudetto

    (Adnkronos) - L’Olimpia Milano è campione d’Italia. Oggi, giovedì 18 giugno, la squadra guidata da coach Poeta supera Venezia al Taliercio per 86-72 in gara 4 e chiude la serie finale sul 3-1, conquistando il 32° Scudetto della sua storia. Decisivo l’allungo costruito tra secondo e terzo quarto, con un parziale complessivo di 49-36 (26-20 e 23-16) che ha indirizzato definitivamente il match.

    Nel successo milanese spiccano i 15 punti di Armoni Brooks, i 13 di Guduric e i 12 di Shields, fondamentali per piegare la resistenza della Reyer e mettere il sigillo sul titolo.

  • 20:21 - Inter, ufficiale il rinnovo di Chivu: resterà in nerazzurro fino al 2028

    Milano, 18 giu. (Adnkronos) - Cristian Chivu rinnova il suo contratto con l'Inter fino al 2028. Oggi, giovedì 18 giugno, il club nerazzurro ha comunicato la notizia con una nota ufficiale, per sigillare l'accordo con il tecnico del ventunesimo scudetto e della decima Coppa Italia: "Quella di Cristian Chivu - si legge - è una storia diversa da tutte le altre. Una storia di passione e sacrificio, una saga che al suo interno racchiude episodi e momenti unici. Una storia legata a doppio filo con i colori nerazzurri che hanno attraversato tutte le vite del tecnico. Il 9 giugno 2025 Chivu è diventato il nuovo allenatore dell’Inter. Da quel momento ha guidato l’Inter dalla panchina in 58 partite, nel corso di una stagione intensa e impegnativa, diventata indimenticabile con il passare dei mesi. Il 21° Scudetto, la Decima Coppa Italia della storia dell'Inter, un Double storico e meraviglioso: trionfi di un gruppo speciale, che portano la firma del tecnico romeno, nominato anche Coach of The Season per il 2025/26 da Lega Calcio Serie A".

    E ancora: "Orgoglio, lealtà, Interismo: con queste parole Chivu si era presentato al mondo nerazzurro all'inizio della sua terza vita con l'Inter. Parole che sono diventate un mantra, parole che hanno guidato quotidianamente il lavoro dei nerazzurri, vere e proprie basi sulle quali costruire un anno meraviglioso. Valori che il tecnico ha trovato nei suoi giocatori, componenti di un gruppo speciale che ha portato a successi straordinari. Chivu ha sempre sottolineato i meriti della sua squadra, cercando sempre di fare un passo indietro anche nei momenti più belli: come a Roma per la premiazione della Coppa Italia quando il tecnico ha lasciato il palco ai calciatori, come avrebbe fatto anche a San Siro con il trofeo dello Scudetto se i suoi giocatori non l'avessero spinto a sollevare la Coppa insieme a capitan Lautaro. Forse il riconoscimento più bello e significativo, quello di un gruppo che riconosce in Chivu il suo leader ed esempio".

    Nel comunicato, l'Inter ha sottolineato il valore di un allenatore in grado di dimostrarsi subito vincente: "Una guida capace di leggere ogni momento, un maestro che ha saputo trasmettere e ravvivare i valori dell'Interismo più profondo, da sempre coltivati da un gruppo che nel corso degli anni ha saputo portare sempre più in alto i colori nerazzurri. Una componente che ha fatto la differenza nel cammino dell'Inter: una leva che ha regalato un nuovo sogno ai giocatori e che ha permesso loro di rialzarsi ogni volta che ci si è trovati a terra, una leva pronta a spingere il gruppo verso nuove sfide, verso nuovi obiettivi: dalla Champions League al campionato, passando per la Coppa Italia e la Supercoppa Italiana. Una stagione che porta con sé anche diversi primati per l'allenatore romeno: Chivu ha conquistato la Serie A in panchina dopo aver vinto tre Scudetti da giocatore, traguardo raggiunto solo da Armando Castellazzi nel 1937/38, dopo aver trionfato nel centrocampo dell’Inter dello Scudetto 1929/30, mentre il leggendario Virgilio Fossati aveva vinto da giocatore-allenatore il primo campionato della storia nerazzurra. Non è l’unico dato impressionante di questa impresa: Chivu è diventato il quinto allenatore della storia dell’Inter a vincere lo Scudetto nella sua prima stagione nerazzurra, dopo Árpád Weisz nel 1929/30, Alfredo Foni nel 1952/53, Giovanni Invernizzi nel 1970/71 e José Mourinho nel 2008/09. I primati di Chivu però non sono ancora finiti: il tecnico nerazzurro è diventato anche il secondo allenatore ad aver vinto lo Scudetto con la Prima Squadra e con la formazione Primavera. L'allenatore romeno aveva trionfato con i giovani nerazzurri nel 2022: come lui anche Invernizzi, che oltre al titolo del 1971 aveva collezionato tre Scudetti Primavera nel 1964, 1966, 1969. Chivu è diventato così il primo a vincere lo Scudetto in ognuna delle sue tre vite nerazzurre: inoltre aggiungendo anche la Coppa Italia il tecnico ha riscritto ancora una volta il libro dei record, diventando l'unico nella storia dell'Inter a conquistare entrambe le competizioni nello stesso anno sia da giocatore che da allenatore". In chiusura, viene sottolineato il concetto di 'interismo' per traguardi "incredibili, raggiungibili solo da chi ha capito davvero cosa sia".

  • 19:52 - Imprese: Forum Bioplastiche, criticità e opportunità per il comparto

    Roma, 18 giu. (Adnkronos) - Dopo oltre un decennio di crescita, la filiera italiana delle bioplastiche compostabili si trova di fronte a un passaggio cruciale della propria evoluzione. Per continuare a creare valore non sarà sufficiente affrontare la crescente concorrenza internazionale giocando in difesa: servirà ripensare il modello di business, investire maggiormente nell'innovazione e rafforzare l'integrazione con le filiere più dinamiche del Made in Italy. È quanto emerge dall'indagine realizzata da Sda Bocconi School of Management tra produttori e trasformatori italiani del comparto e presentata oggi durante il 3° Forum delle Bioplastiche Compostabili organizzato da Assobioplastiche e dal Consorzio Biorepack all'Auditorium Conciliazione di Roma.

    "La ricerca evidenzia una fase di maturazione del comparto - osserva Francesco Bertolini, docente di Sostenibilità alla Sda Bocconi School of Management - La pressione competitiva proveniente dall'Asia è certamente un fattore rilevante, ma il vero nodo riguarda il posizionamento strategico della filiera. Se le bioplastiche compostabili continuano a essere percepite come semplici commodity, sarà molto difficile competere con economie che operano su scala e con costi inferiori. La prospettiva più promettente consiste invece nel valorizzarle come componenti di servizi ecosistemici e integrarle sempre di più con settori ad alto valore aggiunto come alimentare, cosmetica e farmaceutica, dove sostenibilità, innovazione e qualità rappresentano elementi distintivi".

    La trasformazione è resa ancora più necessaria dall'evoluzione del contesto internazionale. Nel caso delle plastiche biobased, ad esempio, i volumi prodotti in Cina sono triplicati in appena tre anni, passando da 0,8 a 2,5 milioni di tonnellate, con una previsione di ulteriore crescita nel prossimo decennio. Una dinamica che rende sempre più difficile competere esclusivamente sul terreno dei prezzi. I numeri elaborati da Plastic Consult mostrano inoltre come il 2025 abbia rappresentato una fase di consolidamento dopo anni di crescita continua. La filiera italiana delle bioplastiche compostabili conta oggi 252 aziende, 2.838 addetti dedicati, 119.100 tonnellate di manufatti prodotti e un fatturato complessivo di 656 milioni di euro. Rispetto al 2024 si registrano una diminuzione del numero di imprese (-9,4%), dell'occupazione (-2,6%), del fatturato (-6,8%) e dei volumi produttivi (-2%).

    In questo scenario, l'innovazione appare destinata a svolgere un ruolo decisivo. Eppure uno degli aspetti più significativi emersi dall'indagine Sda Bocconi riguarda proprio la limitata centralità attribuita allo sviluppo di nuovi prodotti e applicazioni: soltanto una quota ridotta degli operatori (7%) considera oggi l'innovazione di prodotto una priorità assoluta. Un segnale che evidenzia l'esistenza di ampi margini di miglioramento in un mercato dove differenziazione tecnologica, nuove funzionalità e integrazione con altri comparti produttivi possono rappresentare fattori competitivi decisivi.

    Gli investimenti in ricerca restano infatti fondamentali per migliorare ulteriormente termoresistenza, proprietà meccaniche e ottiche, caratteristiche barriera e processabilità dei manufatti, mantenendo al tempo stesso sostenibilità ambientale e competitività economica. L'innovazione rappresenta inoltre il modo migliore per valorizzare una delle caratteristiche distintive delle bioplastiche compostabili: la loro capacità di inserirsi all'interno di un sistema integrato di gestione della frazione organica. Come ricordato da Fabrizio Adani, docente di Chimica e Pedologia agraria e forestale dell'Università degli Studi di Milano, questi materiali possono contribuire a ridurre l'accumulo di microplastiche nell'ambiente e, se correttamente raccolti e trattati attraverso digestione anaerobica e compostaggio, diventano parte di un modello circolare capace di produrre compost e biometano, restituendo valore al suolo e contribuendo alla decarbonizzazione.

    Proprio su questo fronte, il sistema italiano mostra risultati particolarmente significativi. Il modello di responsabilità estesa del produttore sviluppato da Biorepack continua infatti a rafforzare la raccolta differenziata della frazione organica e la valorizzazione a fine vita degli imballaggi compostabili. I dati contenuti nella Relazione di Gestione e Piano Specifico di Prevenzione 2025 del Consorzio indicano che il tasso provvisorio di riciclo degli imballaggi in bioplastica compostabile ha registrato il 52,5%, superando gli obiettivi europei. Parallelamente, i convenzionamenti con Comuni ed enti gestori della raccolta differenziata sfiorano l'80%, mentre la popolazione servita supera il 90%.

    "Il Forum di oggi conferma che la filiera italiana delle bioplastiche compostabili possiede competenze, tecnologie e capacità innovative che rappresentano un patrimonio strategico per il Paese - commenta il neopresidente di Biorepack, Armido Marana - La sfida dei prossimi anni sarà trasformare queste competenze in un vantaggio competitivo sempre più distintivo, rafforzando il legame con le eccellenze del Made in Italy e valorizzando il contributo che le bioplastiche compostabili possono offrire alla transizione ecologica, all'economia circolare e alla competitività delle nostre imprese".

    Proprio per valorizzare le migliori pratiche sviluppate dagli operatori della filiera, durante il Forum Biorepack e Sda Bocconi hanno conferito un Attestato di Merito a tre aziende distintesi per il contributo offerto alla sostenibilità e all'innovazione del comparto: la siciliana Agriplast, per la misurazione dei benefici ambientali generati dall'innovazione; l'umbra Polycart, per la sperimentazione di nuove applicazioni e prodotti compostabili; e la pugliese Progeva, per il ruolo svolto nella promozione del riciclo organico attraverso la produzione di compost e biometano.

  • 19:27 - Pa, Fiori (Inail): "Dobbiamo governare e anticipare il cambiamento, non subirlo"

    Napoli, 18 giu. (Adnkronos) - "Siamo di fronte a un cambiamento epocale, probabilmente secondo soltanto alla rivoluzione industriale”. Lo ha affermato, da Napoli, il direttore generale dell’Inail, Marcello Fiori, a margine del convegno “Governare il cambiamento - Leadership e innovazione”, primo appuntamento di un ciclo formativo rivolto ai dirigenti di seconda fascia dell’Istituto. “Stiamo vivendo una trasformazione tecnologica, una trasformazione ecologica e una trasformazione sociale del mondo del lavoro e anche del sistema di welfare italiano”, ha spiegato Fiori, sottolineando la necessità che “l’Inail torni a essere protagonista all’interno di questi cambiamenti”.

    “È fondamentale che la nostra classe dirigente sia protagonista del cambiamento e il percorso avviato con l’iniziativa di Napoli punta a rafforzare le competenze manageriali e la capacità di confrontarsi con esperienze e visioni diverse. Dobbiamo confrontarci e non avere paura di queste sfide, non dobbiamo avere l’ansia del cambiamento”, ha aggiunto Fiori. “L’obiettivo è governare il cambiamento, essere protagonisti e interpretare i nuovi bisogni e le nuove esigenze del mondo del lavoro, dei cittadini e delle imprese”.

    Secondo il direttore generale Inail “la trasformazione del lavoro porterà con sé anche nuovi rischi. Dobbiamo prevenirli, perché l’economia della prevenzione deve diventare il nostro principale obiettivo. Possiamo farlo soltanto se comprendiamo dove sta andando la società e quale ruolo può giocare l’Inail nel sistema delle pubbliche amministrazioni italiane”.

    “Anche noi siamo dentro questo cambiamento perché siamo una Pubblica amministrazione. Dobbiamo avere il coraggio, la lungimiranza e la determinazione per governare e anticipare il cambiamento invece che subirlo”, ha sottolineato. “Quando si è dentro una rivoluzione, a volte non si riescono neppure a vedere i confini del cambiamento. Per questo dobbiamo essere bravi a immaginare gli scenari futuri, a medio e lungo termine, perché le nostre politiche assicurative e sociali di protezione del mondo del lavoro hanno una prospettiva di almeno vent’anni”, ha proseguito Fiori. “Questa è la vera sfida, da affrontare attraverso la lettura dei dati e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale”.

    Il direttore generale ha richiamato anche gli effetti dell’invecchiamento della popolazione e dell’innalzamento dell’età pensionabile. “Avremo al lavoro persone che prima magari erano già a riposo e questo significa nuove fragilità e nuovi rischi”, ha osservato. Tra le trasformazioni in atto, Fiori ha citato anche la rivoluzione della logistica e l’emergere di nuove categorie da tutelare. “Sono cambiamenti epocali che richiedono nuove protezioni”, ha detto, ricordando l’estensione della copertura assicurativa ai rider e agli studenti. “Prima nove milioni di studenti non erano considerati soggetti a rischio. Oggi siamo in grado di garantire tutela della salute e prevenzione degli infortuni anche al mondo della scuola”.

    “Anche l’emersione delle malattie professionali non deve essere vista come un problema, ma come il riconoscimento di diritti che in passato venivano negati”, ha aggiunto. “La prevenzione è un bene per tutta la società, perché significa poter lavorare più a lungo, ma in salute”. “Uno dei lavori che stiamo tentando di fare è riscoprire la nostra identità. L’Inail ha una storia straordinaria e ha sempre accompagnato la crescita del sistema produttivo italiano”, ha concluso Fiori. “La nostra scommessa è non mettere in contraddizione la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori con la crescita economica. La sicurezza non è un costo, ma un investimento e un fattore di sviluppo per il Paese”.

  • 19:09 - Pa, Zangrillo: "Non dobbiamo temere il cambiamento, ma coglierne le opportunità"

    Napoli, 18 giu. (Adnkronos) - “Stiamo vivendo una fase, un’epoca molto complessa e noi dobbiamo essere capaci di stare vicini alle nostre comunità e ai nostri territori. La Pubblica amministrazione ha un ruolo molto rilevante e ha come missione quella di garantire servizi alle persone. Dobbiamo essere capaci di comprendere i cambiamenti in atto nel contesto nel quale siamo immersi e attrezzarci dal punto di vista delle competenze e delle capacità per cogliere tutto quello che di buono c’è in questi cambiamenti”. Lo ha affermato il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, a Napoli, a margine del convegno Inail “Governare il cambiamento - Leadership e innovazione”.

    “È un’epoca difficile, però è anche un’epoca di trasformazioni che si possono tradurre in fatti molto positivi e di grande potenzialità. Le nuove tecnologie, la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale possono aiutarci moltissimo a rendere i servizi ai cittadini più efficienti, più chiari e più vicini alle loro aspettative”. Per Zangrillo, tutto questo richiede un forte investimento sulle persone. “Dobbiamo formare le nostre persone, seguirle e ascoltare i territori”, ha sottolineato. “Ascoltare i territori significa essere capaci di dialogare con il sistema delle imprese e con i cittadini, perché le soluzioni ai loro problemi nascono anche da un autentico confronto”.

    Ampio spazio, quindi, al tema della valorizzazione del capitale umano. “La mia preoccupazione professionale è che ciascuno possa dare qualcosa per arrivare al risultato. La Pubblica amministrazione italiana è il più grande datore di lavoro del Paese, con 3,4 milioni di persone. La prima preoccupazione del ministro deve essere quella di far sentire ciascuno dei dipendenti pubblici utile alla causa”, ha sottolineato. “Quando si parla di motivazione e di mettere le persone al centro io non ho in mente soltanto i dirigenti, ma tutti i dipendenti della Pubblica amministrazione, da chi svolge la mansione più umile a chi ha la responsabilità più elevata”.

    Sul tema dei rinnovi contrattuali, Zangrillo ha rivendicato il cambio di passo impresso dal Governo. “Abbiamo dato continuità ai rinnovi e siamo stati capaci di realizzarli in modo puntuale. Abbiamo chiuso la tornata 2022-2024 e avviato quella 2025-2027 già nel primo anno di riferimento. Questo non era mai successo nella Pubblica amministrazione italiana”, ha osservato, definendo il risultato “un ulteriore segnale di attenzione verso le nostre persone”.

    “Il salario e la possibilità di riconoscere una retribuzione giusta sono elementi che concorrono alla motivazione delle persone”, ha aggiunto. Guardando al disegno di legge sul merito, il ministro ha spiegato che i cittadini “si dovranno aspettare una Pubblica amministrazione capace di premiare le persone migliori, di individuare i talenti e di migliorare la propria performance”. “Premiare i migliori e andare in soccorso di chi è più in difficoltà accresce il valore complessivo della Pubblica amministrazione”, ha detto.

    “Io non posso più accettare una Pubblica amministrazione dove il dipendente bravo viene gestito allo stesso modo del dipendente cattivo. In una situazione del genere non migliora chi è in difficoltà, ma si stufa chi lavora bene”, ha rimarcato. “Il disegno di legge sul merito vuole introdurre strumenti che consentano ai dirigenti di misurare le performance delle persone e di intervenire con premi quando lo meritano o di supportarle quando hanno bisogno di essere aiutate”, ha concluso il ministro.

  • 18:34 - Infrastrutture, Cozzoli: (Ads): "Droni e Ia per infrastrutture più sicure e intelligenti"

    Courmayeur, 18 giu. (Adnkronos) - "La sperimentazione realizzata oggi sul Monte Bianco rappresenta un esempio concreto di come l'innovazione possa contribuire ad accrescere la sicurezza delle infrastrutture". Lo ha dichiarato Vito Cozzoli, amministratore delegato di Autostrade dello Stato, al termine della dimostrazione operativa svoltasi presso la stazione Pavillon di Skyway, a 2.173 metri di altitudine. L'iniziativa, realizzata in collaborazione con Sitmb, ha consentito di testare sul campo l'impiego di droni e sistemi di intelligenza artificiale per il monitoraggio delle aree di protezione del Traforo del Monte Bianco, con rilievi ad alta precisione di pareti rocciose, reti paramassi e opere di difesa.

    “L'integrazione tra nuove tecnologie, intelligenza artificiale e competenze specialistiche consente di sviluppare strumenti sempre più efficaci a supporto della prevenzione, della manutenzione e della gestione delle opere – ha poi proseguito Cozzoli.

    “Un approccio che punta a trasformare il modello di gestione delle infrastrutture italiane, rendendolo più moderno, scalabile, affidabile e capace di rispondere alle sfide del futuro”. La sperimentazione si inserisce nel percorso di innovazione avviato da Autostrade dello Stato attraverso la piattaforma Strive, sviluppata in collaborazione con il Polo Strategico Nazionale, con l'obiettivo di estendere progressivamente l'utilizzo di queste tecnologie anche a ponti, viadotti, gallerie e altre infrastrutture strategiche del Paese".

  • 18:30 - Monte Bianco, Autostrade dello Stato con Sitmb avvia monitoraggio con droni e Ai

    Courmayeur, 18 giu. (Adnkronos) - Droni in volo sulle pareti del Monte Bianco, immagini ad alta risoluzione elaborate in tempo reale dall’intelligenza artificiale e una piattaforma digitale capace di trasformare i dati in strumenti concreti per la prevenzione. È questo il focus della dimostrazione operativa di Autostrade dello Stato in collaborazione con Sitmb – Società Italiana per Azioni per il Traforo del Monte Bianco per sperimentare sul campo nuove tecnologie dedicate al monitoraggio e alla sicurezza delle infrastrutture. Nel corso dell’evento, svolto presso la Sala Verticale della stazione Pavillon delle Funivie SkyWay a 2.173 metri di altitudine, sono state effettuate attività dimostrative sulle aree a protezione del Traforo del Monte Bianco, con l’impiego di droni per il rilievo di pareti rocciose, reti paramassi presenti lungo i versanti.

    I dati acquisiti sono stati elaborati attraverso algoritmi di intelligenza artificiale in grado di supportare il monitoraggio delle infrastrutture, individuare eventuali variazioni delle condizioni del territorio e fornire agli operatori informazioni aggiornate per la pianificazione degli interventi. L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di innovazione delle infrastrutture avviato da Autostrade dello Stato – in collaborazione con Polo Strategico Nazionale - attraverso Strive, la piattaforma dedicata allo sviluppo e alla sperimentazione di progetti innovativi per la gestione delle infrastrutture autostradali. L’obiettivo è rendere la rete sempre più sicura, resiliente e intelligente grazie all’integrazione di sensori, droni, sistemi di rilievo digitale e analisi dei dati in tempo reale.

    La sperimentazione, conclusa con successo, ha evidenziato come l’impiego combinato di rilievi aerei, tecnologie digitali e intelligenza artificiale consenta controlli più rapidi e accurati anche nelle aree più difficilmente accessibili, rafforzando la capacità di prevenzione e migliorando la gestione delle emergenze. Un modello tecnologico scalabile, pensato per essere esteso non solo agli scenari montani ma anche a ponti, viadotti, gallerie e altre opere strategiche presenti sul territorio nazionale. All’evento hanno partecipato, tra gli altri, Massimo Rey, assessore con delega alla viabilità, manutenzione, patrimonio e protezione civile di Courmayeur, l’Ing. Riccardo Rigacci, Direttore Gerente del Tmb-Geie e una delegazione del Politecnico di Torino.

    La sperimentazione realizzata oggi sul Monte Bianco, sottolinea Vito Cozzoli, Amministratore Delegato di Autostrade dello Stato, "rappresenta un esempio concreto di come l'innovazione possa contribuire ad accrescere la sicurezza delle infrastrutture. L'integrazione tra nuove tecnologie IA e competenze specialistiche consente di sviluppare strumenti sempre più efficaci a supporto della prevenzione, della manutenzione e della gestione delle opere. È attraverso iniziative come questa che Autostrade dello Stato intende promuovere un modello infrastrutturale più moderno, scalabile, affidabile e capace di rispondere alle sfide del futuro".

    “Questa iniziativa - sottolinea Mirko Nanni, Amministratore delegato di Sitmb – è il frutto dell’efficace collaborazione con Autostrade dello Stato. La sinergia nell’ambito della compagine azionaria della Società italiana per il Traforo del Monte Bianco è infatti fondata su una visione condivisa dello sviluppo infrastrutturale, capace di tradursi in cooperazione operativa. Per Sitmb la sicurezza resta una priorità assoluta, anche nella sua dimensione tecnologica, attraverso la sperimentazione e l’adozione di soluzioni innovative a supporto del monitoraggio, della prevenzione dei rischi e della tutela del territorio”.

Adn Kronos www.adnkronos.com
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