È un casino, il nostro lavoro quest’anno si limita all’ufficialità. Manca tutto il contorno che poi contorno non è, Sanremo è il sinonimo del colore”, racconta Salvo La Fata. Fotografo, paparazzo, piccola istituzione sanremese. “Dal 1985 ne ho viste di tutti i colori, quest’anno è complicato. Sono qui dalle prove ma non possiamo avere contatti con gli artisti in gara, dopo la conferenza il nostro lavoro è finito e se ne parla la sera per la puntata”. Al Casinò il cast, prima di raggiungere la sala stampa, fa tappa al teatro dove è previsto il photocall, niente giornalisti intrusi, tutti a distanza e scatti di rito.

Da 130 a 20 fotografi accreditati: in un anno, con la pandemia nel mezzo. Posti ridotti, regole rigide. E in galleria metà degli spazi sono inutilizzabili proprio per la presenza della super telecamera Dolly. Il Covid ha stravolto tutte le tradizioni, compresa la liturgica copertina di Tv Sorrisi e Canzoni, scattata da Iwan Palombi: i cantanti e i gruppi sono entrati in studio fotografico in solitaria – a mezz’ora di distanza l’uno dall’altra – già truccati e pettinati, hanno scattato le singole foto che sono state aggiunte in post produzione per ottenere la cover ad alto tasso di assembramento (digitale). Ma è cambiato tutto, anche gli scatti meno affollati, come i posati esclusivi che il fotografo cult Marco Rossi ha realizzato con Amadeus e Ibrahimovic. “Abbiamo realizzato tredici situazioni diverse per tutti i giornali, da Sorrisi alla copertina di Chi”, racconta a FQMAGAZINE per Ilfattoquotidiano.it, cui regala in esclusiva alcune foto realizzate nel backstage. “Ne ho fatte di copertine in vita mia ma questa non la scorderò mai. Il set era blindato, con pochissime persone ammesse per mantenere le distanze di sicurezza e anche i primi piani troppo ravvicinati non si sono potuti fare. Ovviamente eravamo tutti ‘tamponati’, gli obiettivi e i cavalletti sanificati con alcol e acqua ossigenata: il protocollo è molto rigido ma è giusto che sia così”. Quanto a Ibra, buona la prima. “Si è dimostrato un anti divo. Non solo è una persona molto disponibile ma è anche stato al gioco, non ha voluto prendersi troppo sul serio. E pensare che chi sono personaggi molto meno celebri di lui che si atteggiano a star senza averne la stoffa”.

Ma anche chi è sul posto deve fare i conti con parecchi limiti: “È puro show televisivo, fai solo quello. Niente ristoranti, niente alberghi, niente rincorse, niente piazzetta Bresca, alle dieci c’è il coprifuoco. Il cantante mangia in albergo. È un po’ come lavorare a metà. Nel backstage alle prove si potevano fare foto informali, quest’anno non c’è l’atmosfera, sono tutti più nervosi. I paparazzi faticano, rincorrono Ibrahimovic magari per beccare uscita e entrata dalle prove alla barca, lo seguono in motorino per avere scatti”, aggiunge La Fata. “Amadeus e Fiorello sono bravissimi e disponibili, si concedono sempre ma ovviamente dopo aver scattato, certe foto non sono replicabili. Cosa fai sempre la foto di Fiorello in bici o di Amadeus con la moglie? I colpi veri a Sanremo si sono sempre ridotti magari al cantante con la fidanzata al ristorante o in albergo, scovare la casa di Achille Lauro o la villa di Fedez è inutile, cosa fai violazione di domicilio con tutte le regole ristrette che ci sono? Gli alberghi sono blindati», conclude il fotografo che il Festival lo conosce bene. L’altro Festival resterà nella storia anche per questo. Una foto, come sempre, lo testimonierà.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili