di Marcello Volpi

In un periodo storico come quello che stiamo vivendo, in cui alcuni cittadini e alcune forze politiche stanno alimentando dei sentimenti d’odio e di violenza, è giunto il momento in cui le forze migliori della società civile di questo Paese si stringano tutte quante insieme nella cruciale battaglia per ribadire i valori fondativi della Repubblica Italiana. La democraticità delle nostre istituzioni e i principi fondamentali sanciti nella Costituzione italiana sono punti cardine da cui promuovere un vero “Risorgimento contemporaneo”, utile a tutta l’Unione Europea.

Rinforzare e costruire argini contro l’estremismo di destra, che cresce nelle periferie delle nostre città e nei piccoli borghi dimenticati della nostra penisola, significa dare gli strumenti necessari a ognuno di noi per riconoscere il punto di rottura che ci fa sconfinare oltre il sacrosanto dibattito democratico tra le parti. Lo studio della Storia, la cultura della memoria, il rispetto del lavoro altrui e la cura per la res publica sono le basi su cui edificare le pòlis della nostra epoca.

Si tratta di una normale ambizione, verrebbe da dire, per uno Stato moderno come il nostro. Le radici a cui ancorarsi nei momenti neri delle nostre vite politiche sono profonde e forti, anche se sempre più minacciate; gli insegnamenti dei nostri padri continuano a guidarci, ma vanno coltivati: infatti, il raggiungimento di una società giusta e democratica passa sempre dalle battaglie sociali che, come cittadini di una comunità, ci impegniamo a portare avanti ogni giorno. La condanna di gesti, atteggiamenti, soprusi, violazioni e ingiustizie che minacciano la tenuta sociale e democratica del nostro Paese rappresenta quel coraggio che a molti esponenti politici alla guida delle nostre istituzioni, alle volte, manca.

Un coraggio che spesso viene indebolito dalla ricerca ossessiva del consenso. Un coraggio che, per esempio, non deve impedirci di denunciare le orrende parole omofobe scritte in questi giorni da un consigliere comunale di Trieste, eletto nel 2016 con la Lega, passato a Forza Nuova e ora nel Gruppo Misto, ormai già noto alle cronache per uscite aberranti di questo tipo, alcune altrettanto recenti risalenti allo scorso 27 gennaio (Giornata della memoria).

È bene perciò evidenziare e sostenere le iniziative di quei sindaci e di quei leader politici che si fanno portavoce di queste istanze, a cui un vasto universo di persone, di associazioni, di comunità vuole potersi aggrappare ancora. La proposta di legge di iniziativa popolare promossa dal sindaco di Sant’Anna di Stazzema, Maurizio Verona, contro la propaganda fascista e nazista, che è possibile firmare nel proprio comune di residenza fino al 31 marzo, va in questo senso e sta mobilitando un ampio numero di persone. Probabilmente perché una tale proposta sta diventando, volontariamente o meno, un faro per moltissimi cittadini che, disorientati dal confusionario panorama politico attuale, vogliono ripartire dalle fondamenta.

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