Svolta nel femminicidio di Lidia Peschechera, 49 anni, trovata morta in un appartamento a Pavia nel pomeriggio di ieri. Il suo compagno 28enne, Alessio Nigro, ha confessato di averla uccisa il 12 febbraio. Al culmine dell’ennesimo litigio, ha raccontato ai carabinieri di averla strangolata nella vasca da bagno e di aver coperto il cadavere con un asciugamano. Poi, chiuso nell’appartamento della donna in via Depretis, per tre giorni ha vegliato il cadavere, cercando di prendere tempo ed evitare sospetti. Poi, all’alba del 18 febbraio, i carabinieri hanno rintracciato l’uomo nell’ostello di via Doria a Milano dove aveva cercato di nascondersi. Il corpo di Lidia è stato infatti ritrovato ieri, dopo che un’amica, non avendola sentita per qualche giorno, aveva avvisato l’ex marito che si è rivolto alle forze dell’ordine. Quando gli agenti sono arrivati, la porta di casa era chiusa a chiave e i vigili del fuoco sono dovuti entrare da una finestra.

Il giovane con sé aveva diverse carte bancomat della donna e tessere di supermercati, un cellulare e circa 190 euro in contanti. Nella stanza che aveva preso in affitto sono stati trovati i documenti della donna e un mazzo di chiavi dell’appartamento di via De Pretis. Portato negli uffici del Nucleo investigativo dell’Arma di Pavia, il 28enne è stato interrogato dal procuratore Mario Venditti e dalla sostituta procuratrice Diletta Balduzzi, ai quali ha confessato movente e dinamica dell’omicidio. Nigro, con problemi di alcolismo, anni fa aveva lasciato Lodi, città natale, per trasferirsi in Inghilterra e lavorare come barista. Ma la pandemia lo ha costretto a tornare in Italia, dove però non aveva più una casa. Da qui la convivenza iniziata con la donna. Nelle scorse settimane, però, Peschechera aveva confidato a un’amica che l’uomo era diventato violento e avrebbe voluto interrompere la convivenza.

Anche il datore della donna si è allarmato: da giorni infatti non si presentava al lavoro e non rispondeva al telefono. Nei giorni di assenza, aveva anche ricevuto dei messaggi sospetti, tanto da decidere anche lui di telefonare all’ex marito per capire che cosa fosse accaduto. Insieme le hanno citofonato, senza però ottenere risposta. Quindi la richiesta d’aiuto al 118 e ai vigili del fuoco. Le manette per Alessio Nigro sono scattate in meno di 24 ore. Il 28enne ha ammesso di aver utilizzato lo smartphone della donna per scrivere falsi messaggi al datore di lavoro, con lo scopo di non farlo insospettire per l’assenza della dipendente. L’uomo si trova adesso nel carcere di Pavia, per lui l’accusa è di omicidio volontario aggravato. Lidia Peschechera avrebbe compiuto 50 anni il prossimo luglio. La donna, separata dal marito, viveva da sola nell’appartamento con cinque gatti. Così si presentava nel suo profilo Facebook: “Attivista animalista, convinta vegana, antifascista e sostenitrice delle cause Lgbt”. La sua bacheca è piena di commenti di cordoglio: “Ciao Lidia, amica e volontaria stupenda. Nessuno aveva il diritto di strapparti quel bellissimo sorriso, nessuno avrebbe dovuto”.

Foto di copertina tratta dal profilo Facebook

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