C’è grande confusione sotto il cielo di Wall Street. I non più giovanissimi rivedranno un film già visto, le fase finale della bolla internet del 2000, quando ormai tutti i collegamenti con la realtà erano saltati. Quando qualsiasi società che si quotasse in borsa, anche una catena di lavanderie, bastava aggiungesse al nome il prefisso “.com” per vedere il suo titoli decollare subito dopo il suono della prima campanella. Erano tempi in cui, in Italia, Tiscali era arrivata a valere in borsa più di Fiat.

Sono giornate caotiche sui mercati dove va in scena la saga “GameStop”, piccoli trader che si coalizzano sui social e iniziano a comprare e spingere al rialzo titoli sui cui i fondi speculativi hanno invece scommesso al ribasso. In questa bolgia ci si stanno buttando un po’ tutti. Uno dei più attivi è il patron di Tesla Elon Musk. Pochi giorni fa ha aggiunto sul suo profilo twitter la parola “Bitcoin” e la valuta digitale è schizzata al rialzo. Stessa regia dietro l’esplosione (+ 800%) di un’altra valuta digitale, il Dogecoin. Musk ha poi chiarito che la sua era una “provocazione”.

Domenica scorsa 31 gennaio il fondatore di Tesla “esterna” di nuovo su Twitter. Annuncia un suo intervento su “Clubhouse”, un “app” di social network con chat di soli audio.

Come rileva Ft Alphavile, servizio di notizie e commenti quotidiani per i professionisti del mercato finanziario, lunedì 1 febbraio sui mercati accade una cosa strana (tra le tante). Decollano le quotazioni di Clubhouse Media Group che, in una sola seduta, raddoppia il suo valore di borsa. Il problema è che ClubHouse Media Group non ha nulla a che fare con l’ “app” menzionata da Musk che fa invece capo ad una società che non è quotata in borsa. ClubHouse Media Group è invece un’azienda di servizi sanitari con sede in Cina che sino a poco tempo fa si chiamava Tongji Healthcare group.

Ora, è lecito chiedersi come mai un’azienda sanitaria cinese si chiami ClubHouse Media Group…il motivo è che lo scorso agosto Tongji Healthcare ha acquisito West of Hudson Group Inc, proprietaria di “The Clubhouse”. Clubhouse è una società che possiede una serie di ville panoramiche nel Sud della California che, si legge nel comunicato, “ospitano alcuni dei più importanti e seguiti influencer dei social media, che insieme aggregano una base di oltre 90 milioni di follower“. Da qui la scelta del nome, forse curioso, ma nulla di più.

Come fa notare Alphaville non si ha notizia di altri motivi che avrebbero potuto far muovere il titolo, tanto meno da giustificare un rialzo del 100% in un giorno. “State al sicuro ragazzi, là fuori è tutto ridicolo”, conclude l’articolo.

Un caso molto simile si era verificato lo scorso 13 gennaio quando, sempre Musk, aveva twittato “Use Signal” in riferimento all’app di messaggistica simile a Whatsapp o Telegram. Signal a sua volta non è quotata ma per le quotazioni di “Signal Advance”, società texana che si occupa di consulenze per l’utilizzo di tecnologie nelle strutture mediche, sono passateda 60 centesimi a 38 dollari in pochi giorni.

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