Nonostante la timidezza e una certa insicurezza, mitigate negli anni grazie al teatro e a tantissima musica, Ornella Vanoni ha deciso di ricominciare a 86 anni. Nel 2013 in occasione dell’uscita del precedente album “Meticci” aveva annunciato il ritiro dalla discografia. Dopo otto anni è uscito il 50esimo album di inediti della sua carriera: “Unica”. Un team totalmente rinnovato per l’artista: casa discografica nuova (la Bmg), arrangiatori e produttori diversi (Fabio Ilacqua e Mauro Pagani) rispetto alla linea precedente guidata dallo storico collaboratore e amico Mario Lavezzi e tanta voglia di cantare nel nome del giallo, il suo colore preferito. Il disco colpisce per i suoi arrangiamenti, la classe, l’eleganza di una artista senza tempo. “Un sorriso dentro al pianto” è il brano che ha aperto le danze dell’album, firmato da Francesco Gabbani mentre il secondo singolo scelto è “Arcobaleno”, firmato da Giuliano Sangiorgi. C’è anche una preziosa collaborazione con Carmen Consoli in “Carezza d’autunno” e un duetto inedito con Virginia Raffaele in “Tu/Me”. “Unica” è uscito solo in formato fisico, tranne i due singoli che sono disponibili anche in digitale. Scelta decisamente controcorrente, come lo è Ornella.

In che stato d’animo è in questo momento?
Sono libera come non mai e non c’è niente che mi può essere detto che mi stupisca. Mi conosco perfettamente, mi sono analizzata attraverso la depressione. Quando mi hanno chiesto di fare questo disco da una parte c’era il timore e la gioia

Come nasce “Unica”?
Questo è un disco che nasce quando avevo 84 anni poi sono arrivata a 86 anni e mi premeva uscire perché se no sarei morta prima (ride, ndr)! Ci tengo però a precisare che io avevo in mente un altro titolo per il disco ‘Essere Ornella’ ma non andava bene alla mia discografica perché c’è un film che si intitola ‘Essere John Malkovich’ e chi l’ha mai visto quel film? Così loro hanno voluto che fosse ‘Unica’ ma esiste già Unica, l’assicurazione!… Però sono così intelligenti che non hanno messo il titolo sulla copertina per non sciupare la bellezza di questo giallo.

Perché proprio il giallo è il colore dominante di questo progetto?
L’ho imposto io. Ad un tratto ho pensato a quella fase della mia vita in cui impazzivo per questo colore, passavo davanti ad una vetrina e se c’era qualcosa di giallo compravo tutto e me lo mettevo addosso. Mi sembra anche giusto accendere questo colore in questo momento che viviamo al buio a causa del virus che sembra una pianta grassa ma è mortale. Voglio far esplodere il giallo che è il colore della luce, gioia e della follia.

Carmen Consoli, Francesco Gabbani e Giuliano Sangiorgi hanno scritto per lei, come sono nate queste collaborazioni?
Francesco Gabbani mi è stato proposto da Dino Stewart (Managing Director di Bmg, ndr). Ci siamo visti a cena, abbiamo iniziato a ridere, lui è simpaticissimo. Poi è andato a casa e mi ha mandato ‘Un sorriso dentro al pianto’ ma non riusciva a finirlo perché stava lavorando al suo disco. Così io e Pacifico lo abbiamo chiuso. Io e Carmen Consoli ci sentiamo una volta all’anno perché dove abita lei non prende bene il telefonino. Così la mia manager ha chiamato il suo produttore e lei mi ha scritto ‘Carezza d’autunno’, molto interessante e molto criptico. Quando mi è arrivata ‘Arcobaleno’ di Sangiorgi l’ho adorata subito, quando parla dell’America, poi mi viene in mente la gente del Sud, l’ho cantata con molta intensità, mi piace molto.

E poi c’è anche Renato Zero…
Lui ha scritto il brano ‘Ornella si nasce’, il titolo che avrei amato per questo disco, che si chiude con ‘Ornella a tutti i costi e così sia!’. Ma cosa volere di più?

Ha qualche progetto ancora conservato nel cassetto?
Non un tour ma delle serate, anche perché per adesso i tour non si possono fare. Poi mi piacerebbe finalmente fare degli eventi con Gino Paoli, ma in questo senso ci sono progetti che ancora non posso svelare. Gino comunque ormai non si alza più dal divano (ride, ndr). E poi inseguo da un anno e mezzo un rapper molto bravo e forse l’ho convinto a scrivere per me una canzone. Ma non dico il nome per scaramanzia ma è milanese con i tratti belli da arabo (Marracash, ndr).

Il mondo è ancora in piena pandemia, in Italia c’è una crisi di Governo. Come ne usciremo?
Mi fanno violentemente incazzare ma poi mi trattengo perché se no mi viene un ictus. Non è possibile avere dei non politici al governo. Sono insicuri e lo sono per questo Paese.

Lei ha avuto il Covid, le mancano gli abbracci?
Non mi mancano perché io abbraccio chiunque sia tamponato dai nipotini agli amici più stretti. Per fortuna non sono priva di abbracci. Questo è un momento difficile ed è difficile non ammalarsi di testa. Non parlo solo del corpo. C’è un sacco di gente che sta soffrendo per questa pandemia e che vanno dagli psicologici, che a loro volta staranno impazzendo.

Oltre alla musica come impiega le sue giornate?
Leggo molto di meno, una volta leggevo anche fino alle cinque del mattino. Al momento sono folgorata da alcune serie tv da ‘La regina degli scacchi’ a ‘The Undoing’.

Andrà al Festival di Sanremo come super ospite?
Non ho nessuna garanzia sul Festival finché non mi mandano una mail, non so nulla.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Phil Collins, i settant’anni di un genio

next
Articolo Successivo

Eurovision Song Contest 2021 si farà: le ipotesi in campo sulle misure anti-Covid da adottare

next