A Gstaad, località ad alta quota e ad alta concentrazione di billionaires, al confronto il nostro Briatore è uno con pochi spicci, la chiusura è sempre più forzata. Gli hotel cinque stelle sono diventati ghetti di lusso, lounge, ristoranti e spa solo a uso esclusivo dei loro ospiti. Se qualcuno volesse togliersi lo sfizio di una cena gourmet, chenessò, al Grill del Palace o al ristorante fusion/chic Chubut del Grand Hotel Park deve pagarsi anche una stanza. In cambio riceve un bonus spendibile, chennesò, in champagne millesimato Cristal rosè o un pregiato Chateau d’Yquem, entrato nel Guinness dei primati come il vino bianco più caro al mondo (una bottiglia datata 1811, anno del passaggio della Grande Cometa, è stata valutata 85mila euro).

Aspettando che passi (la bestiaccia cinese, Renzi o la Grande Cometa, le possibilità sono le stesse). I miliardari sfaccendati si annoiano molto guardando volteggiare i fiocchi di neve, gozzovigliando caviale beluga, i più temerari facendo eliski sulle cime innevate. Allora ecco che la pista dell’aeroporto privato di Saanen, una hub fiammante di ristrutturazione dove perfino la galleria Hauser Wirth, tra le più influenti sul mercato, ha aperto una sua sede per un shopping d’arte last minute, è tutto un andirivieni di private jet Falcon pronti al decollo. Destinazione per gli orfani del jet set? Va dove ti porta il cuore del denaro. Lì dove ancora furoreggia un barlume di movida: Dubai, Abu Dhabi, Caraibi. O Marbella per una cura detox alla ricerca della forma perduta. Oops, anche la Costa del Sol ha appena chiuso, anzi ha richiuso tutto.

“Clean & Safe” si chiama la campagna di sensibilizzazione. E per i comuni mortali che rimangono cantonali e stanziali, tra una pista e un slalom, controlli a tappeto al Drive-In Test ai piedi della montagna di Schonried. Dal 18 gennaio fino a fine di febbraio sono entrate in vigore in tutta la Svizzera nuove norme anti Covid: oltre a ristoranti, bar, teatri e luoghi ricreativi rimarranno chiusi anche i negozi. L’Ufficio dell’Igiene Pubblica raccomanda vivamente ai residenti e agli ospiti di astenersi da ogni inutile contatto con altre persone e di osservare costantemente le norme igieniche e di distanza evitando incontri e spostamenti quando non necessari, così recita il protocollo che gli svizzeri obbedienti osservano come l’undicesimo comandamento.

Nelle case il numero massimo degli ospiti è di cinque persone. E la laboriosa polizia ( lo sceriffo nostrano De Luca rimane un dilettante) allertata dal caro vicino i controlli li fanno davvero. A certe altezze lo sport preferito, oltre a slalomeggiare fra i paletti, è proprio fare la spia. Una signora molto bien è stata multata con 10mila franchi per aver sfidato la legge con aggiungi un posto al tavolo che c’è un amico in più…e le multe fioccano insieme ai fiocchi di neve.
Si poteva fare di più, si poteva fare di meglio. Perché non promettere un incentivo alla delazione e assicurare un premio allo spione, diciamo un 10% della multa inflitta al malcapitato. E così nottetempo partono ronde di vigilanti improvvisati. Non hanno che contare il numero di jeep e macchinone superaccessoriate parcheggiate davanti agli chalet e chiamare la polizia. Ai solerti poliziotti non resta che aspettare la fine del party e all’uscita beccare i festaioli in flagrante. Altro che minaccia di lanciafiamme ( che pure ha fatto il giro del mondo). De Luca sei proprio un principiante, qui in Svizzera le cose le fanno sul serio. E shhhhhh, senza dirlo a nessuno.

pagina Facebook di Januaria Piromallo

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